Nouar e Laura Wächter. Il cibo in mostra

Il cibo coinvolge tutti i sensi: la vista per i suoi colori e le forme, l’olfatto per il suo odore e i suoi sapori, il tatto e il gusto quando lo mangi e ha un effetto spesso terapeutico perché, diciamola tutta, quando mangi stai bene e hai l’energia per affrontare la giornata.

E allora perché non celebrare in maniera alternativa alle solite fiere gastronomiche questo ricco elemento che ci circonda sia a livello fisico sia metaforico ed è nutrimento dell’anima?

Ci hanno ben pensato due artiste, una iraniana e l’altra spagnola, che si sono armate di pennelli e molta ironia per dar vita a un duo show d’arte contemporanea irriverente, fantastico e magico in esposizione alla Dorothy Circus Gallery di Roma fino al 2 aprile.

“What a Wonder Food World” è il titolo della mostra, imbandita come se fosse una ricca tavola dove tutto si può assaggiare e gustare con gli occhi, nella quale il cibo si mostra in tutte le sue declinazioni attraverso un’allegria dissacrante con colori accesi e accattivanti.

Il titolo stesso è un duplice gioco di parole, che rimanda da una parte allo scritto intitolato “L’uomo è ciò che mangia” del 1862 del filosofo Ludwig Feuerbach e per altro verso ricorda la canzone “What a wonderful world”, portata al successo da Louis Armstrong.

E due sono le affermate autrici delle pop-surreali, ma anche fiabesche e talvolta grottesche, opere: Nouar e Laura Wächter.

L’una, Nouar, è una giovane artista iraniana, laureatasi all’Art Center College of Design di Pasadena, in California e le sue opere riprendono le illustrazioni pubblicitarie americane della metà del secolo scorso, dai colori vivaci, dalle idee ironiche e dall’umorismo simile ai cartoon, con personaggi che sono in pratica verdure animate e che ti fanno quasi voglia di mangiarli.

L’altra Laura Wächter, è una giovanissima illustratrice spagnola ventiduenne di Malaga dall’incredibile talento, scoperta proprio dalla Dorothy Circus e le cui opere ricordano un po’ il gotico surreale di Tim Burton (giusto per restare in tema, visto che la sua ultima e tanto attesa pellicola “Alice nel paese delle meraviglie” in questi giorni al cinema) con un occhio sempre molto critico ed estremamente tagliente verso il mondo contemporaneo.

Il tema in comune delle loro opere è chiaramente il cibo, che diventa in questo caso il filo conduttore di molte interpretazioni della vita da parte delle due giovani artiste. Una mostra ironica, dove aglio, cipolla e cavoli svelano la loro inaspettata anima sensuale con volti antropomorfi e muffin e pasticcini rivelano oscuri desideri.

Il sottofondo creativo è che il cibo qui esposto non è natura morta, ma è vivo, passionale, erotico e portatore “sano” di antichi sentimenti, quali l’amore e l’eros: il cibo e il gesto del mangiare si trasformano infatti in metafora della passione e dell’impulso di vivere attraverso un’interpretazione umoristica, o forse molto più ironica, della vita in generale, dell’eros, della convivialità quotidiana, della golosità.

“What a Wonder Food World” è una mostra tutta da gustare… forse più con gli occhi, ma altrettanto sana… per una buona scorpacciata d’arte.

di Patrizia Tonin

(Fonte: Cultumedia.it)


Redazione

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