Ma COSA MI METTO Veramente?

Arriva il cambio stagione, e anche se il tempo non accompagna, tutte incominciamo a guardare l’armadio cercando di analizzare cosa scagliare e cosa riciclare dal guardaroba.

Proprio in questi giorni, sono poche le riviste che non si affrettano a riempire le pagine con fotografie  che propongono il look più trendy di uno stilista piuttosto che di un altro. A volte la marea d’informazione é talmente tanta, e persino contraddittoria, che sembra veramente difficile trovare una proposta coerente con quello che sarà di tendenza nei prossimi mesi.

A questo punto, e con ragione, assale il classico dubbio,” ma cosa mi metto…?”.

Per Balmain” , o Kenzo” per la prossima primavera vestiremo con print e giacche militari; Armani” , Prada” e Francesco Scognamiglio” puntano su creazioni a intarsio con rete trasparente; per Versace, ancora “Prada” e Sonia Rykiel” la plastica sarà il materiale più cool; e mentre “Scervino” e Fendi” giocano alle seduzioni con capi lingerie, Givenchy” e Burberry” ci coprono con drappeggi fantastici ma talvolta impossibili. Il pizzo viene ancora in tendenza per Chanel”,Paola Frani o Valentino”; e i fiori sono sempre una buona opzione per tutti, ma sicuramente i mazzetti più interessanti li troveremmo sbirciando le collezioni di Moschino Cheap&Chic”, Marni”, o “Chanel”. I colori caldi invadono le passerelle di ispirazione africana, come quelle di “Gucci, Fisico” o Jean Charles de Castelbajac. La versione più chic del look sportivo lo troviamo in Hermès e nelle proposte della linea Philosophy” di Alberta Ferretti. Gli outfit più urbani propongono creativi giochi di sovrapposizioni in una specie di mix&match senza regole, buon esempio di questo sono le collezioni della “Just Cavalli” o di “Marc Jacobs”.

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Così, oggi più che mai, é difficile anticipare quello che sarà un successo. Nonostante il web ci metta in stretto contatto con il mondo della moda mostrando le sfilate quasi in tempo reale, c’è chi veramente si perde nei mari di proposte.

Insomma, sono tante le tendenze e tanti gli stili, che alla fine saranno i designer delle catene Low-cost, (comeH&M” o Zara”), quelli che decideranno i capi da  avvicinare al portafoglio di tutti.

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Una volta, una cara amica direttrice di un giornale moda spagnolo mi disse che la vera tradizione della moda era morta con Balenciaga” . Giustificava questa sua tesi dicendo che fin quando lui c’era, esisteva un’unità fra le proposte dei couturiers più famosi, e che ormai la moda era abbandonata a una sorta di filosofia in cui si ammette tutto. Questa posizione è però opinabile: è vero che, fino alle proposte del Balenciaga dei primi anni ’60, esisteva  una certa unanimità nel momento di determinare la silhouette della stagione, tuttavia questo va considerato in stretto rapporto con l’evoluzione sociale delle donne. La donna a cui si rivolgevano le case di moda era molto simile. Le poche donne che si potevano permettere di seguire le tendenze moda erano quasi tutte signore di società, con un ruolo quasi unico e molto ben determinato, limitato ad affiancare l’uomo sia come moglie amorosa o come amante mantenuta. L’altro tipo di donna esistente all’epoca poco o nulla poteva interessare ai creatori, in quanto non avendo soldi da spendere, doveva confezionarsi da sola i pochi abiti che avevano.

Invece durante la seconda guerra mondiale, approfittando che gli uomini erano alle armi, la donna si incorpora nel mondo del lavoro, un mondo al quale non rinuncerà una volta finito il conflitto. Proprio ora, ma soprattutto con le rivendicazioni femminili degli anni ’60, il modello di donna si diversifica, e di conseguenza la moda deve cambiare per adeguarsi ai nuovi tempi.

I designer vedono come, oltre alle signore accomodate di cui parlavamo prima, incominciano a comparire tante altre donne indipendenti che richiedono vestiti adeguati al proprio stile di vita. Ed è in risposta a questa domanda che nasce al quel tempo il prêt-à-porter, uno stile veloce in cui si cerca di avvicinare le curatissime creazioni degli atelier al grande pubblico.

Da allora fino ad oggi, la normale evoluzione della moda é quella della diversificazioni di proposte varie, che non é altro che il chiaro riflesso della complessità del mondo femminile attuale.

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Così, le ragazze più giovani e sportive andranno verso i jeans e le t-shirt di Miss Sixty” o Fornarina”, mentre le donne più pratiche e classiche magari si lasceranno conquistare dai tailleur di “Armani” o Donna Karan” ; una donna romantica si troverà senza dubbio bene con le creazioni di “Alberta Ferretti” o Blumarine” , e quelle più eleganti troveranno ciò che cercano da “Chanel” o “Valentino”, mentre le donne con un accento più sexy andranno senza dubbio da Dolce&Gabbana” o “Versace”. A ogni donna, il suo carattere, ed a ogni carattere il suo stile. Basta solo sapere identificarlo.

Perciò, quando all’ inizio di ogni stagione ci domandiamo:“Cosa ci metteremo nei prossimi mesi?”, più che lasciarsi trascinare dai giornali, é meglio analizzare cosa si accoppia meglio al nostro stile di vita. Non é male identificare il nostro stile con quello di uno stilista concreto, anche se non famoso, basta che si adegui ai nostri gusti e che abbia dei capi che ci stiano davvero bene. Questa è senz’altro la chiave per non sbagliare nel momento di scegliere.

di Estrella Lamas

(Fonte: Cultumedia.it)


Redazione

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