Milano Fashion Week: 19-22 giugno 2010

Si è conclusa l’altro ieri, tra conferme e – soprattutto – novità, la settimana della moda maschile, che ha trasformato Milano in un’unica, esuberante passerella.

Quest’anno più che mai, dal momento che alcune delle principali maison hanno preferito “venire allo scoperto” e usare gli spazi urbani come un grandioso teatro per le proprie presentazioni, fondendosi appieno con l’anima modaiola della città.

E’ il caso di Missoni, che sceglie di sfilare on the street, con un’austera parata di modelli che, partiti dallo show room di via Solferino, hanno attraversato i punti caldi del centro per approdare alla Galleria Vittorio Emanuele, dove si sono ricongiunti con i membri della famiglia Missoni.

Bikkembergs ha invece optato per la virtualità, installando un maxischermo di 500 metri quadrati in piazza Duomo, sul quale scorrevano le immagini in diretta della sfilata di Cape Town, in Sudafrica. Non poteva essere diversamente, del resto, per il brand che da sempre trae la propria ispirazione dal mondo del calcio.

La tradizionale passerella, ormai è assodato, non fa più la felicità di tutti. E come Bikkembergs, anche Burberry ed Emporio Armani hanno pensato di ricorrere alla tecnologia digitale: entrambi i marchi, infatti, hanno consentito ai consumatori di assistere agli show in diretta streaming ed eventualmente acquistare online i capi preferiti.

Tra i grandi debutti, si segnalano quelli, particolarmente riusciti, di Corneliani, che ha presentato al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnica una collezione improntata alla classicità (ma con qualche deroga), e di Albino Deuxieme, propaggine del brand di abbigliamento femminile pret-à-porter, che ha proposto un mood sobrio dominato dalle tinte blu e sabbia.

Ma per farci un idea più precisa dell’uomo della primavera-estate 2010/11, facciamo una rapida panoramica degli spunti offerti dai colossi della moda italiana.

Il maschio latino e, nella fattispecie, siciliano, trionfa con Dolce&Gabbana, che hanno festeggiato i loro 20 anni di attività con un evento a Palazzo Marino, consacrato da una meravigliosa performance live di Annie Lennox e dalla presenza di star internazionali del calibro di Monica Bellucci, Morgan Freeman e Matthew McConaughey.

L’uomo di Versace, invece, abbandonato il machismo a cui ci aveva abituati, è, inaspettatamente, un ribelle in tenuta rockabilly, dal fisico snello e slanciato, a cui si adattano perfettamente pelle e tessuti stretch.

Gucci elabora uno stile vacanziero e rilassato, contrassegnato da tinte calde e terrigne. La grande assente? La camicia, rimpiazzata da maglie aderenti con scollature vertiginose, da indossare sotto giacche a sahariana.

Per Cavalli sfila un dandy ammaliato dalle atmosfere delle terre d’Oriente, proprio come lo stesso stilista, che avrebbe concepito la collezione per la prossima estate di ritorno da un viaggio in Indonesia.

Vira – udite, udite – verso il military fetish Emporio Armani: trasparenze audaci, pelle e borchie la fanno da padrone. Lady GaGa ha stregato anche lui: non a caso sono di Re Giorgio molti dei capi indossati dai ballerini nel video di Alejandro.

La collezione P/E 2011 di Prada è un divertito omaggio al mondo del lavoro e a tutte le figure professionali che gli aristocratici sfaccendati guardano con sospetto: spuntano medici, tecnici e operai. Protagonista il denim, adattato con taglio impeccabile al completo per l’ufficio.

L’uomo di Dsquared2, infine, è una rilettura del personaggio di Richard Gere in American Gigolo. I fratelli Caten mettono in vendita il maschio, abbigliandolo con capi chiaramente ispirati agli anni ’80.

Insomma, in linea con la tendenza affermatasi ormai da qualche anno, dalle passerelle della settimana della moda milanese appena conclusasi non è emerso uno stile-guida, ma una varietà di stili e di proposte, con le quali giocare e divertirsi il più possibile.
Difficile, perciò, ingabbiare l’uomo della prossima primavera-estate entro definizioni precise e rigorose.

Non mancano, però, alcuni punti fermi: la stagione estiva a venire avrà come protagonista un uomo meno formale, che non rinuncerà ad estro e relax nemmeno durante l’orario di lavoro. Prediligerà giacche dal taglio sportivo, possibilmente stropicciate e attillate e non saprà rinunciare ai bermuda, che accompagnerà a comode espadrillas.

di Giovanni Di Felice


Redazione

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