Matrimoni Reali come i red carpet delle passerelle

Quando Grace Kelly sposò il principe Ranieri III di Monaco nel 1956, tutte le monarchie europee rifiutarono apertamente l’invito sconvolti per un matrimonio tra un principe e una plebea. Tuttavia poche principesse di “sangue blu” sono state capaci di giocare questo ruolo con la stessa distinzione di lei. Nonostante l’ iniziale opposizione, alla fine tutte le case reali finirono per accettarla nella propria ristretta cerchia. Venti anni più tardi il re Carlo Gustavo di Svezia  sposava la regina Silvia , un tempo hostess di una nota compagnia aerea, e sebbene il matrimonio non fu boicottato come quello dei principi monegaschi, non fu esente da polemiche.

Da allora i tempi sono molto cambiati, e non ci si scandalizza più di tanto se tra gli eredi al trono troviamo principesse divorziate, ragazze madri, o personal trainer.  Tanto é  che all’ ultimo matrimonio reale, celebrato tra la principessa Vittoria di Svezia e il suo allenatore Daniel Westling sono andati i 15 casali più prestigiosi della terra. Questa festa é stata inoltre una buona occasione per vedere una autentica sfilata di glamour dove gli abiti dividevano l’ interesse generale con i gioielli più preziosi.

Come vuole il protocollo, le mise indossate nella vigilia delle nozze, erano molto più  da  “red carpet hollywoodiano” che quelle del matrimonio.

Se alla cena della vigilia tenutasi nel palazzo di Drottningholm le tinte che predominavano nei vestiti erano i rossi, fucsia, verde smeraldo, e naturalmente il nero e il blu, per la cerimonia religiosa la cattedrale si è tinta con i colori pastellati delle invitate.

Il tutto, lascia chiaro che le principesse di oggi vestono negli stessi atelier delle star dello schermo, ma con uno stile molto più contenuto. La fatina di cenerentola trova i vestiti da Armani, Valentino, Oscar de la RentaElie Saab e le scarpe non sono più da cristallo ma di Manolo Blanik o Roger Vivier. Il tutto per arrivare ad una sorta di gara della eleganza dove a giudicare sono gli stessi sudditi. Così, facendo una panoramica generale degli ospiti, questa volta la sorpresa é arrivata da due teste che ancora non sono state coronate. Tatiana Blatnik che sposerà il principe Niccola di Grecia il 25 agosto é stata senza dubbio tra le più eleganti con due meravigliose mise di Diane Von Fustemberg, -marchio per cui ha lavorato in passato come “public relations”. L’altra magnifica debuttante è stata Charlene Wittstock ,che avvolta in abito firmato Giorgio Armani Privè, passeggiava sotto il braccio di Alberto con la sicurezza di una futura sposa data ormai per prossima. Non sono passate inosservate nemmeno  Rania di Jordania, anche lei con un abito di Armani, ne la principessa spagnola Letizia Ortiz che sebbene si è affidata a  Felipe Varela per tutte le sue uscite, risulta molto più convincente con il look sfoggiato nella cerimonia nuziale. Un altra delle principesse tra le più chic é Rosario Nadal, che accompagna l’ex-marito Kiril di Bulgaria con un bellissimo vestito bianco e nero di Oscar de la Renta.

In qualche caso, sia la cena della vigilia che il matrimonio stesso, l’evento risulta anche una perfetta opportunità  per vedere come la moda italiana continua a godere di grande prestigio tra i nobili. In molte, infatti,  hanno sfoggiato Armani o  Valentino per trovare gli abiti più fiabeschi. Al maestro di Voghera si sono affidati la regina Sofia di Spagna, Mette-Marit di Norvegia o Máxima  di Olanda mentre le donne del Belgio (la regina Paola e la principessa Matilde), si sono aggiunte a quelle che hanno scelto Armani. Persino le infante Elena e Cristina di Borbón sono andate da Lorenzo Caprile, un sarto che pur essendo spagnolo, ha fatto della sua formazione italiana un sigillo di garanzia per il pubblico di Madrid.

Ma se c’è una principessa che ha eclissato tutte le altre, questa é stata Vittoria. Sorprende perché  lei non si fa parte spesso delle miglior vestite, ma questa volta non ha sbagliato il suo “outfit”.

Il vestito di Elie Saab era meraviglioso e l’abito da sposa resterà sicuramente tra i  più eleganti degli ultimi matrimoni reali.

La pettinatura e il trucco erano perfetti, la ragazza raggiante ma  sempre se stessa, era riconoscibile e per niente in maschera come succede sfortunatamente tante volte con le spose. La tiare era un spettacolare gioiello della famiglia Bernadotte che si abbinava benissimo a un vestito semplice ma distinto.  Di fatto a Pär Engsheden, lo stilista svedese  autore dell’ abito, sicuramente non mancherà il lavoro dopo questa opera. Pare ormai quasi una regola non scritta tra le case reali che le spose scelgano creatori nazionali. Magari cercando di evitare polemiche come quella che sollevò nei Paesi Basi l’abito di Valentino indossato da  Máxima Zorreguieta il giorno che diventò principessa degli olandesi.

La storia dei matrimoni reali  é piena di aneddoti e controversie come la seguente. Diatribe che a volte scappano alla comprensione dei  comuni cittadini. Se c’è chi si é lamentato della sontuosità delle portate servite per il matrimonio svedese in questi tempi di crisi, figuriamoci cosa si pensò all’epoca del banchetto che fece lo Sha di Persia per le nozze con Farah Diva. Si dice che affittò persino un aereo per farsi portare il cibo direttamente dal ristorante parigino Maxim’s.

Aldilà di questi dettagli, nelle vecchie monarchie succede un po’ come da tutte le parti. Esistono celebrazioni di tutti i colori. Matrimoni carichi di certa tristezza per lutti improvvisi, come quello dei principi  Letizia e Filippo di Spagna, dove Madrid ricordava ancora gli attentati del 11 marzo; nozze dove mancano parenti scomodi come quello dei principi olandesi,- dove fu esplicitamente vietata la assistenza del padre della sposa perché era stato ministro nella dittatura di Videla-; o unioni che in se stesse sono state acremente criticate -come quella Haakon di Norvegia con una ragazza madre-; matrimoni da “sop-opera” come quello di Diana Spencer e un Carlo d’Inghilterra innamorato dell’ amante; ci sono anche quelli privi di qualsiasi cerimonia come quelli di Stefania di Monaco con tutti i suoi vecchi compagni; e chissà quante altre cose vedremo ancora nelle future cerimonie reali.

Tutti  guardiano con curiosità questi eventi della “high  society”, quasi come quando ci fermiamo ad osservare gli sposi di qualche piazza vicina nonostante non  gli conosciamo nemmeno. Tuttavia da queste parate favolose le spose più romantiche prendono spunti, e quelle più pratiche prendono nota su quello da evitare.

Ma alla fine, e comunque sia, l’augurio é sempre lo stesso per ricchi e poveri, cioè “che l’amore duri a lungo”.

di Estrella Lamas


Redazione

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