Pied-de-poule, principe di Galles, bird’s eye: l’uomo dell’inverno 2010 è chic

Le passerelle milanesi dello scorso gennaio ci hanno dato qualche anticipazione, di cui i più attenti cultori dello stile avranno fanno tesoro: l’uomo della stagione a venire vivrà la propria immagine in modo ambivalente, tormentato, dicotomico.

Di giorno finto povero, vestito con ingannevole trasandatezza, si aggirerà per le strade di ex-aree industriali o portuali recentemente convertite in quartieri residenziali per rampolli scapigliati, di notte dandy retro-chic, guiderà la sua berlina superlusso per le strade del centro, passando da un locale all’altro, impeccabile in cappotto, papillon e francesine.

Eppure, a ben vedere, c’è qualcosa che accomuna queste due tendenze apparentemente così diverse: un’attenzione spasmodica per il particolare.
Sarà la cura del dettaglio, del colore e del pattern la vera protagonista della moda maschile dell’inverno 2010.

E accanto al ritorno alla severità monocromatica del cammello, assisteremo ad un’invasione di quadri, quadretti, tartan e righe.

Ma tre, nello specifico, saranno le fantasie dominanti della prossima stagione: il pied-de-poule, il principe di Galles e l’occhio di pernice.

A dispetto del nome assai poco aristocratico (“zampa di gallina”), il pied-de-poule è la quintessenza della raffinatezza.
Lanciata da Christian Dior sul finire degli anni ‘40 in una rivoluzionaria collezione che segnò l’era del New Look, la trama pied-de-poule è una scacchiera scomposta ottenuta da filati cardati e pettinati: l’accostamento classico è bianco e nero, o tutt’al più bianco e marrone.

Il principe di Galles, invece, affonda le sue radici nell’antichità. I primi ad utilizzare questo motivo, infatti, furono i possidenti inglesi che, stabilitisi in Scozia, non potevano servirsi dei tessuti con le trame caratteristiche dei clan locali e dovettero perciò ricorrere ad una nuova fantasia quadrettata per le divise dei propri dipendenti.
La fantasia acquistò poi il nome attuale nei primi decenni del ‘900, quando venne nobilitata da Edoardo VII, un principe audace e poco incline alla formalità.

L’occhio di pernice, infine, introdotto negli anni ’40, è un tessuto adoperato per confezionare soprattutto capospalla. Si caratterizza per un fondo scuro tempestato da puntini di colore più chiaro che ricordano gli occhi della pernice.

Espressione perfetta del sophisticated look dell’uomo A/I 2010/11 è la collezione realizzata dai talentuosi designer Tommaso Aquilano e Roberto Rimondi, direttori creativi della maison Gianfranco Ferré dal 2008.
Tutti i capi sono declinati nella fantasia principe di Galles, dal cappotto al fazzoletto da taschino, per un’eleganza dal sapore spiccatamente british. Ma se il tessuto è quello tradizionale, le linee sono slim e moderne.

Anche Ermanno Scervino punta sulla riscoperta degli evergreen, rivisti e aggiornati. E’ il trionfo delle fantasie classiche – grisaglia, pied-de-poule (in versione micro), principe di Galles e occhio di pernice –, rese attuali con speciali trattamenti all’aerografo.
Punta di diamante della collezione sono i capospalla, tra i quali spiccano i cappotti-piumino imbottiti con bava dell’imperatore, la pregiatissima ovatta di seta dell’antica Cina che rende i capi leggeri, ma estremamente caldi.

Curiosa e meno convenzionale la proposta di Tie-ups, il marchio italiano che ha creato la prima cintura in materiali plastici.
Per l’inverno 2010/11 il brand ha proposto una collezione di cinture che reinterpretano il pied-de-poule con una gamma di colori decisamente inconsueta rispetto al pattern tradizionale. Solo per gli audaci.

di Giovanni Di Felice


Redazione

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