MOGLI VINTAGE: LE “RETRO WIVES”

Quando l’amore per i bei tempi andati diventa una filosofia di vita

“Time warp” è un’espressione inglese che vuol dire qualcosa di molto simile a “salto temporale”, “viaggio nel tempo”.

Chi di noi, insoddisfatto o deluso dalla contemporaneità, non ha mai fantasticato di vivere, almeno per un giorno, in un’altra epoca?

Ebbene, ci sono persone che si sono spinte oltre la semplice fantasia e sono riuscite a trasformarla in realtà.

Ci sono case in cui la televisione è ancora in bianco e nero e un vecchio grammofono suona soltanto ballate di Frank Sinatra o Vera Lynn, in cui i pavimenti sono rivestiti di moquette e i mobili provengono esclusivamente da mercatini di modernariato.

E’ il mondo delle “time warp wives”, o “retro wives”, due degli appellativi con cui le “mogli retro” amano definirsi.

Ciò che anima queste donne, dall’età compresa tra i trenta e i quarant’anni, non è semplice passione per la moda e lo stile delle epoche passate, in particolar modo del periodo che va dagli anni ’30 agli anni ’50, ma qualcosa di più intimo e profondo, molto più simile a uno stile di vita e a una visione del mondo che a un mero fenomeno di costume.

Vivono in una dimensione parallela, in cui si sentono protette dalla confusione e dai ritmi serrati dei tempi odierni. Spesso non comprano nemmeno i quotidiani o non guardano il telegiornale per rendere completo il loro isolamento da un mondo al quale non sentono di appartenere.

“Se penso alla realtà dei nostri giorni, con tutta quella violenza, quell’avidità, quel materialismo, rabbrividisco. – asserisce Joanne Massey, che vive col Marito Kevin in una casa in stile anni ’50 a Stafford, in Inghilterra – Non voglio vivere in quel mondo.”

Credo di essere nata nell’epoca sbagliata. – spiega Carmen Johnson, creatrice del blog Time Warp Wives – Amo gli anni ’70, ma non quanto i ’40 e i ’50, adoro quel tipo di eleganza, la moda e la musica. Vivere “retro” non è una scelta puramente esteriore, ma ha a che fare con i valori della vecchia scuola. Nel mondo in cui viviamo tutto è caotico, stressante e le persone hanno smesso di comunicare realmente tra loro.”

Il blog di Carmen Johnson, che si definisce una “Retro Reporter”, è il ritrovo di tutte le “timewarpians”, che lì si radunano per scambiarsi ricette, consigli sulla buona conduzione della casa o sulla cura del proprio corpo, segnalazioni di negozi vintage, virtuali e non, dove acquistare capi d’abbigliamento o di arredamento dei tempi andati.

A ben vedere, dunque, le mogli retro non sono poi così digiune di tecnologia. Ma se mai avrete l’onore di essere invitati ad uno dei loro cocktail party, non troverete traccia, nelle loro abitazioni, dei dispositivi moderni, opportunamente nascosti e camuffati perché non stonino con l’arredamento.

Molte delle retro wives si dichiarano contente di prendersi cura dei propri mariti, di far trovare loro la casa immacolata quando tornano dal lavoro, proprio come avrebbe fatto una casalinga d’altri tempi.

Alcune di loro, come l’americana Ardith Quinne, scrittrice ed esperta di lyfestile o la londinese Fiona, imprenditrice di successo nel campo del commercio di oggetti retro, riescono a conciliare casa e lavoro.

Qualora, però, la professione dovesse sottrarre tempo alle attenzioni da dedicare al re della casa, si dichiarano prontissime a ritornare sui propri passi.

Ovviamente, in cambio, il consorte è tenuto a comportarsi da premuroso cavaliere senza macchia e senza paura.

“Non metto mai la benzina nella nostra Ford Anglia, che ha 43 anni, – spiega Joanne – perché penso che sia molto poco consono ad una signora perbene. Chiedo a Kevin di farlo al posto mio.”

I am an ordinary woman living in unordinary times”, “Sono una moglie ordinaria che vive in tempi fuori dall’ordinario”, è il motto delle timewarpians.

Alla faccia delle femministe.

di Giovanni Di Felice


Redazione

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