Tanto di cappello!….. e di papillon!

La moda è una fucina inesauribile di sorprese. Proprio quando pensiamo che un capo o un accessorio siano finiti inesorabilmente nel dimenticatoio, ecco che, come un prestigiatore alle prese col suo coniglio, lei li fa sbucare dal cilindro lasciandoci a bocca aperta.

E se i tempi non sono ancora maturi perché il cilindro torni sulle scene (c’è da aspettarsi di tutto), così non si può dire per tutte le altre declinazioni del cappello maschile, che si preannuncia uno dei must have del lungo inverno alle porte.

Come dimenticare lo charme intramontabile dei divi della vecchia Hollywood? Per qualche tempo siamo stati portati a credere che la loro eleganza, sul set e nella vita quotidiana, distante anni luce dallo stile “straccione” di molte celebrità contemporanee, fosse andata irrimediabilmente perduta.

Niente potrà mai cancellare dalla memoria collettiva i cappelli indossati da star del calibro di Cary Grant, Gregory Peck e, primo fra tutti, Humphrey Bogart, che consegnò Casablanca alla storia dello stile, oltre che del cinema, con il suo storico Borsalino, abbinato ad un trench quanto mai austero.

Ed è stato proprio il brand piemontese a tornare alla ribalta in coincidenza del ritorno di questo accessorio nel guardaroba dell’uomo elegante. Del resto fu il fondatore dell’azienda ad inventare, nella seconda metà dell’ ‘800, il caratteristico modello in feltro che, per antonomasia, prese il nome di “borsalino”.

Per la stagione A/I 2010-2011 il marchio di Alessandria lancia una collezione ispirata all’atmosfera e alla tradizione decorativa russa e mongola, giocando con patchworks audaci e preziosi. I broccati di velluto vengono declinati nei colori della steppa, grigio, verde oliva, rubino e melanzana, col risultato di un prodotto classico e anticonvenzionale allo stesso tempo.
A i più giovani Borsalino offre modelli con dettagli glam rock in metallo ossidato, da indossare ovviamente con più libertà, inclinato all’indietro o su un lato.

L’ultima fashion week parigina ha sancito il trionfo del cappello: e se John Galliano si è esibito in una profusione di bombette alternate ad improbabili copricapi da corsaro, Agnès B ha proposto, oltre ad una serie di modelli borsalino, un interessante berretto ispirato a Marlon Brando in Fronte del Porto.

Ma ad uscire vittorioso dalla settimana della moda di Parigi è stato anche un altro accessorio a lungo dimenticato: il papillon.

Le origini della cravatta a farfalla – come viene anche chiamato –, dal francese cravate (traslitterazione del croato hrvat) risalgono al XVII secolo, quando i mercenari croati al soldo della Francia si servivano di un fiocco per legare le loro camicie, che non avevano bottoni.
A dare lustro al papillon, in voga dalla fine dell’ ‘800, è stato Winston Churchill, il primo ad indossarlo anche di giorno.

Allontanandosi dalla sua vocazione all’esuberanza, Dsquared2 propone per l’inverno a venire papillon rigorosamente bianchi o neri, mentre quelli di Dolce&Gabbana sono più vari: si va da quelli monocromatici, dal gusto classico, a quelli più stravaganti, con disegni. Hugo Boss, infine, abbina in un elegante set un papillon nero ad una raffinata cintura da cocktail in seta Jacquard.

di Giovanni Di Felice


Redazione

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