Da Mango alla White Gallery. Gli eventi romani

Nonostante l’ottobre inoltrato la calda serata romana inizia alle 19 davanti alla saracinesca abbassata del punto vendita Mango, in via Cola di Rienzo. Dopo pochi minuti si inizia a formare una piccola folla, attirata dal 25% di sconto su tutta la merce valido per la serata, che inizia a scalpitare…non c’è che dire il richiamo dei saldi attira sempre! Quando le porte si aprono ci accolgono un’ aperitivo Martini e la musica dalla consolle. Una postazione trucco e parrucco attende gratuitamente le clienti. In pochi istanti si scatenano signore e ragazze che farebbero qualsiasi cosa pur di non rimanere a mani vuote. L’ atmosfera è piacevole (anche grazie ai Martini!) e le signore sembrano divertirsi, anche se i signori non sono dello stesso avviso…
Ma, mi chiedo, può essere che l’evento serva a distrarre dalla mediocrità dei nuovi arrivi? Di solito Mango, più di ZARA, H&M, ecc., riesce a fare diventare alla portata di tutti le tendenze delle passerelle, ma ieri sera si è assolutamente smentito! La maggior parte dei capi di maglieria erano di qualità davvero scadente e poi i soliti pantaloni a sigaretta e i soliti soprabiti sporty-chic…che noia! Meglio al piano di sopra, dove la linea ‘giovane’ acquista qualche punto col più colorato gipsy style. Dopo aver comprato una maglietta, perché-non-si-può-uscire-a-mani-vuote, e dopo qualche kilometro, l’atmosfera cambia completamente alla White Gallery di piazza Guglielmo Marconi.

Si inaugura il nuovo spazio Sartoria, con alcune delle più importanti aziende italiane che espongono i loro prodotti. “DALL’HAND MADE AL MADE IN ITALY, L’ECCELLENZA ITALIANA SI METTE ALL’OPERA”, così recita l’invito e, a poter vedere e toccare dal vivo le manifatture, sembra proprio la verità. Al piano terra sono all’opera gli artigiani di Castori e Santoni, affaccendati nella realizzazione di calzature maschili in pelle. Nonostante siano tutte aziende con decenni di esperienza, è la prima sera che espongono in White Gallery e quando, mi rivolgo a loro, si riesce a percepire un briciolo di tensione.

Mocassini classici o lucidi, lisci o scamosciati, ognuno può farsi realizzare la scarpa come più gli è congeniale. Il lavoro può essere acquistato già confezionato o creato su misura per il cliente. “Ogni nostra scarpa è impermeabilizzata con una speciale gomma che non permette all’acqua di penetrare” mi spiega Guido Maltoni della Santoni S.p.a., l’azienda di Macerata con punti vendita in tutto il mondo.

Al piano di sopra, nel nuovo reparto Sartoria, sono esposti i marchi Kiton, il cui english-style ben si addice agli abiti da cerimonia, e l’oramai stranoto Ermenegildo Zegna, che si contraddistingue per il solito rigore, oggi interrotto dai risvolti dei baveri delle giacche, dai colori accessissimi e a contrasto. Grande spazio è lasciato a Sartoria Partenopea, che ha a disposizione un corner molto scenografico al centro della sala che lascia intravedere dalle vetrate i loro sarti a lavoro. “Ogni nostro capo è interamente fatto a mano, trattiamo qualsiasi tipo di stoffa, purché sia di qualità e curiamo ogni momento della produzione” mi spiegano mentre sono intenti a misurare delle stoffe. L’atmosfera fa pensare alle antiche sartorie di una volta…ma subito ci risvegliamo quando sentiamo gli ospiti parlare di costi. D’altronde la qualità ha il suo prezzo (e che prezzo)!


Fino ad ora poca scelta per il gentil sesso ma, si scende una rampa di scale vedo, To Be G che espone le sue manifatture. È veramente emozionante vedere le sapienti mani degli artigiani che tagliano e cuciono per creare borse, portachiavi e portafogli. Mi spiegano qual è il verso per il taglio della pelle di pitone e mi mostrano una pelle di coccodrillo conciata e colorata rosa shocking; si occupano loro di tutto quanto, nella loro azienda di Scandicci, vicino Firenze, dove Guccio Gucci (queste due G vi ricordano qualcosa?) ha iniziato la sua attività quasi novant’anni fa. Il brand è giovanissimo, nasce nel 2008 ad opera dei suoi eredi Alessandro e Guccio, ma ha tutte le carte in regola per arrivare lontano.


Mango, catena spagnola che, come molte altre, ha fatto del low-cost il suo punto di forza, tracurando inevitabilmente la qualità delle materie prime, è riuscita in questo modo a conquistarsi una buona fetta del mercato mondiale. Queste aziende puntano invece puntano proprio sulla qualità, la cura dei particolari e di ogni fase della lavorazione, che ovviamente hanno un costo. Tramite i loro prodotti l’Italia è in tutto il mondo simbolo di eleganza e raffinatezza.
Per ora siamo contenti e orgogliosi che esse possano portare alto il nostro nome in giro per il pianeta…senza però rinunciare a toglierci qualche sfizio dai ben più accessibili Mango e affini!

Marta Mancuso


Redazione

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