![tallullah[1]](http://www.dmoda.it/wp-content/uploads/2010/10/tallullah1.jpg)
C’è chi da bambina sognava di diventare ballerina, e poi, invece del tutù, si è ritrovata a vestire la toga. Chi, al contrario, pur di non seguire le orme paterne, ha impegnato tutta la vita nella ricerca della propria identità. E c’è ancora chi, giovanissima, decide che da grande vorrà respirare la stessa aria, circondarsi di stoffe, e continuare a cucire, non più per le bambole. Lei si chiama Barbara Maiocchi.
Comasca, figlia di un imprenditore tessile, si dedica da sempre allo studio e alla ricerca nel campo dei tessuti, fino ad approdare alla Nuova Accademia di Belle Arti di Milano. Qui, interagendo con l’arte e la psicologia, Barbara chiarirà la propria visione della moda e le sue velleità di stilista si concretizzeranno. L’abbigliamento e lo stile personale si fanno mezzi di comunicazione, veicoli di espressione. L’esigenza di parlare di sé attraverso un prodotto autonomo è ogni giorno più forte, tanto che nel 2005 Barbara dà vita al suo brand: B.Stylish.
Il concept aspira a formare un’immagine della donna, che rifletta il connubio tra il suo corpo e la sua mente. Perciò le contaminazioni e gli influssi sono molteplici e di ampia provenienza; si va dalle gallerie d’arte, alla musica alternativa, al cinema. Come precisa giustamente Barbara, però:
“ Un prodotto moderno saturo di sapore culturale ed artistico, deve comunque sottostare alle leggi di mercato: deve essere venduto, arrivare alla gente, alla mia cliente; quindi è necessario che sia capito, condiviso, per essere indossato. Dunque punto ad uno stile mettibile, a capi che valorizzino la donna. L’idea deve essere finalizzata all’utilizzo: faccio la designer, non l’artista”.
B.Stylish è ormai distribuita in tutto il Paese, presso boutique selezionate per l’ attenzione che rivolgono al made in Italy. Particolarmente interessante è la collezione proposta per questo autunno-inverno: Barbara si è ispirata a “Grey Gardens”, residenza sita negli Hampton, isolata dalla frenetica New York, dove le cugine dell’ indimenticabile Jacqueline Kennedy Onassis (Edith Beales Bouvier e sua figlia Edie), decisero di ritirarsi. Le due trascorsero lì la loro esistenza, in un castello fatiscente e in condizioni di rovina e degrado, ma mantenendo, orgogliosamente, tutti i vezzi dell’aristocrazia. Barbara è riuscita molto bene a trasportare il senso (forse si potrebbe dire la morale) di una storia femminile intensa e sottile al tempo stesso. Quella raffigurata è una donna sicura di sé, del suo valore e del suo fascino, all’interno di un mondo non sempre facile da abitare.
Un vero e proprio cavallo di battaglia del brand è infine il “Temporary Store Tour”: piazze e locations alternative trasformate in punti vendita a tempo limitato. Barbara, inventando un modo del tutto originale di presentare la sue creazioni, si è guadagnata la stima e il riconoscimento delle principali riviste del settore.
Che dire, a quanto pare, “Quel ramo del lago di Como”, ha sfornato un vero talento. Dmoda, of course!


