STYLE WATCHING. Frida, Miuccia e Donatella

Nella scorsa puntata della nostra rubrica ci siamo soffermati sullo stile delle “Regine della moda”, le esponenti più in vista del panorama editoriale che gravita intorno al fashion system.
Questa volta, invece , abbiamo deciso di puntare l’obiettivo su tre creative italiane, ciascuna con una propria filosofia di vita e una concezione tutta personale del lusso e dell’eleganza: tre spiriti diversi fra loro, ma accomunati dalla stessa passione per la moda.

Iniziamo con lei, Frida Giannini, direttrice creativa della maison Gucci.


Classe 1972, amante del vino bianco ghiacciato, dei vecchi vinili – specie se di David Bowie - e delle Converse All Star, Frida restituisce l’immagine di una donna in carriera che non vuole rinunciare ai suoi spazi e al tempo libero, che sa passare con disinvoltura da look più eleganti ad altri più casual e rilassati a seconda delle circostanze.
Anche nelle occasioni ufficiali, la tenuta della stilista romana, inserita dal Wall Street Journal nella lista delle cinquanta donne più potenti del mondo, conserva sempre quel twist un po’ informale che la contraddistingue.
Capelli biondo rame con scriminatura centrale, predilezione per gli abiti neri e gli accessori di gusto minimalista sono le cifre caratteristiche del suo stile.
La stagione di Frida è senza dubbio l’estate, il periodo dell’anno in cui può esprimere al meglio quel desiderio di leisure e di vacanza che ha infuso anche nelle ultime collezioni della maison Gucci: non è raro avvistarla sulle spiagge di Sabaudia con addosso un caftano, shorts di lino e un cappello di paglia.

Poi c’è Miuccia Prada, autentica istituzione del fashion system, dotata di una personalità poliedrica e di una sensibilità spiccatamente artistica, oltre che di uno spirito imprenditoriale fuori dal comune.

Al punto che, due anni fa, il New York Times Magazine, che da vent’anni non dedicava una copertina ad un esponente del mondo della moda, l’ha insignita del titolo di “ridisegnatrice dell’arte”.
La stilista milanese riesce a compensare una silohuette non propriamente snella e un volto dai tratti irregolari con un magnetismo fuori dal comune e una ricercatezza nel vestire mai soverchia o inappropriata.
Misurata e tradizionalista nella scelta degli accessori – l’unico vezzo che, di tanto in tanto si concede, è una fascia piuttosto appariscente – Miuccia dà sfogo al proprio estro nella scelta delle gonne, in colori shocking e arricchite di frange, e negli abiti, spesso tempestati di applicazioni colorate.
Una sua particolarità? E’ la stilista che indossa con più frequenza le creazioni da lei stessa disegnate, come la sopraveste borchiata presentata in occasione delle sfilate per la scorsa stagione autunno-inverno.

Infine, last but not least, la biondissima Donatella Versace, recentemente insignita del titolo di “Woman of The Year” in occasione del Glamour Award newyorkese.

Da sempre considerata l’anima “rock” ed eccessiva della famiglia, Donatella si caratterizza per uno stile che di certo non passa inosservato, a cominciare dalla chioma platino e la pelle sempre abbronzata, che la rendono immediatamente riconoscibile tra le teste dei partecipanti a qualsiasi evento mondano.
Il suo ideale di donna provocante e poco attenta alle convenienze, che fa di lei una delle icone più amate dal pubblico omosessuale, emerge con grande evidenza dalla scelta di outfit sempre piuttosto aggressivi, fatti di abiti o top dai colori spesso sgargianti e non di rado corredati di inserti in pelle.
Le scollature audaci e i gioielli particolarmente vistosi suonano come un invito rivolto da questa inguaribile vamp alle donne di tutto il mondo ad esprimere appieno il loro potere di seduzione, in barba a qualsiasi convenzione sociale.

di Giovanni Di Felice


Redazione

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