Nella periferia romana a rischio degrado, una storia ordinaria di Amore e Anarchia, come recitava nel 73 Lina Wertmüller in un suo film, cronaca e moda si raccontanto per svelare segreti insospettabili, private inquetudini e imprevedibili instabilità. Atmosfera meccanica, aria industriale, cielo ombroso e ingannevole, fredda cromaticità manieristica del malessere collettivo. Ruggine, rete, ferro odoroso, rifiuti stilistici in cerca di collocazione. Elogio futile della solitudine, sopravvalutata, nella quale l’animo di rifugia celando ingannevole una faccia, un surrogato esteriore. Nessun colore primario, in questi scatti, ma generati dalla lavorazione meccanica industriale gli scuri cedeno assai di rado il passo ad accenni di colore. Sentite il freddo del vento, l’odore acre del ferro, quello torbido del canale industriale, infine, l’effluvio pungente dell’asvalto divelto. Ora la nostra storia è all’epilogo, il climax crescente prevede un colpo di scena, il tempo è finito. A noi non resta che cadere a terra, mentre ironia della sorte, è appena spuntato un raggio di sole.
DModa All right reserved |Photo Marco D’Amico |Servizio di Romina Toscano | Styling Gabriele Corbyons | Mua Francesca Galo | Hair Americo Leonardi | Model Carla Barrucci | Photo Assistant Eleonora Zampelli



