Il punto su: PITTI IMMAGINE UOMO 79°

Si è chiusa venerdì 14 febbraio, la 79esima edizione dell’attesissima fiera espositiva inaugurata martedì 11 a Firenze, tra novità e grandi conferme.

Tra queste ultime, senza dubbio, l’orientamento generale della kermesse, che da qualche anno a questa parte ha palesato chiaramente la propria direzione: è ormai assodato che il Pitti, obbedendo alla sua vocazione vintage, si muove verso la riscoperta dei tessuti e della sartorialità del passato, ma con un occhio sempre rivolto alla sperimentazione hi-tech e all’ecosostenibilità.

Ospite d’onore dell’edizione appena conclusasi è stato Trussardi, il marchio italiano attivo dal 1911, che ha festeggiato il suo centenario con una mostra alla Stazione Leopolda di Firenze, dove peraltro ha presentato, il 12 gennaio, la collezione maschile autunno/inverno 2011-12 con una sfilata alla quale era possibile assistere in streaming live collegandosi al sito www.trussardi.com.

Ma la digitalità non è stata prerogativa della sola maison bergamasca. Per tutti i marchi partecipanti è stata prevista dagli organizzatori un’esposizione virtuale dei prodotti (e-pitti.com), che sarà poi aggiornata a giugno in occasione della sessione estiva del Pitti.

Ma passiamo ora ad esaminare le principali tendenze che, osservando le creazioni esposte nel corso della fiera fiorentina, preannunciano di imporsi nella prossima stagione invernale.

- Ancor più del 2010, quest’anno sarà il trionfo del cappotto, declinato in tutte le sue versioni: trench coat, caban, montgomery. Ma soprattutto assisteremo a un tripudio di piumini. Coloratissimi quelli di Peuterey, che spaziano dai tradizionali blu e rosso al verde e all’arancio shocking. Daniele Alessandrini, invece, propone un montone ecocompatibile (no categorico alla pelliccia), slim fit e tinto in ossido, con un trattamento che scurisce dettagli e cuciture per un effetto used.

- Impazzerà la fantasia check (a quadri, per i profani): basta dare un’occhiata alle camicie firmate Think Pink, ispirate allo streetwear degli Usa anni ’80. La maglieria sarà il terreno della contaminazione tra modelli british e motivi di gusto nordico: ne saranno alfieri Burlington e Fred Perry.

- Due sole parole per il denim: retro e delavé. Di altissima qualità la proposta del marchio Roy Rogers che per i suoi jeans punta alla riscoperta di vecchi filati inglesi.
Quanto alle altre declinazioni dei casual pants, si segnala Color my Chino, il progetto presentato da Tommy Hilfiger in anteprima mondiale: 21 varianti di colore per un solo modello di pantalone chino.

- Mocassini e polacchine in quantità. Di sapore classico le stringate Alberto Guardiani e Fratelli Rossetti; insolitamente audace Clarks, che lancia un’edizione limitata della Desert boot in suede e jersey, in collaborazione col marchio giapponese Loopwheeler.

A voler essere, infine, un po’ più prosaici, il prossimo inverno sarà anche, secondo le aspettative maturate nel corso della fiera, di gran lunga più florido per il mercato della moda italiano. I dati sull’affluenza raccolti dagli organizzatori lasciano prevedere un aumento consistente dei buyer esteri (+9% circa).
Ancora una volta, insomma, i tanto chiacchierati mercati emergenti non potranno che mettersi in coda.

di Giovanni Di Felice


Redazione

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