AltaRoma 2011. Secondo giorno. Ricordi migranti per Ferrera, Volumi e Righe per Lettieri, Modernismo estetico per Talia

La prima cosa che colpisce della sfilata di Marella Ferrera, ricca di tradizionalità, dalle musiche alle immagini, è la liricità dei pezzi, presentati in una suggestiva evocazione del concetto di Partenza, di allontanamento e viaggio verso terre lontane, di distacco dalla terra ferita, di cui si conserva ricordo, intatto, attraverso le miniature in bianco e nero incorniciate in ciondoli intimi preziosamente custoditi. Ne “La Nave delle spose” si sente l’Odore di Mare, delle reti da pesca e delle lenze dei pescatori, ricordi ricamati nell’uncinetto, speranze ritagliate nei tessuti semplici, ricchi di passato, di tradizioni, di manualità. Abiti ricordo in bianco e nero, ecrù, seppia che come foto sbiadite ricordono un tempo di dolore e speranza, da ricomporre come fosse tela, da scucire e ricucire in un unico meraviglioso abito da indossare, l’abito da sposa.

La donna che Nino Lettieri presenta è austera, elegante, colori dominanti nero assoluto, il rosa e il bianco. Organza, georgette, chiffon, shantung, satin e pizzo chantilly i tessuti, a fasce verticali e orizzontali in black&white, e in bicolore rosa-nero per i tailleurs giacca-pantaloni, abiti ballon,  romantico chiffon rosa sulle  ampie maniche o nero con ricamo di cristalli sulle gonne a vita alta. Voluminose Rouches arricchiscono i modelli, mai esagerati e sempre in linea con un rigore romantico ed elegante rivisitato in chiave scultorea.

Stordimento dei sensi, caos di emozioni per (es)*Artisanal di Fabrizio Talia. Un genio creativo, che poco più che trentenne regala emozioni da esperto navigato creativo. Armonia nel caos, energia, corpo protagonista, abiti seconda pelle, teassuti ricercati, piume armoniche che innalzano la bellezza femminea esaltandone la forza primigenia. Ricerca, sperimentazione e innovazione, abiti che esaltano la fibra muscolare, in un richiamo noir vittoriano che tende a sbalordire. Femminilità matura e archetipo di bellezza creano immagine armoniche e proporzionate che non deludono. Morbidetta delle tonalità richiamano un epidermide ceruleo sfiorato dal vento, in un vorticoso modernismo veloce e movimentato, che non tradisce la materia. Quando la maschera si confonde con l’abito, inizia ad essere fonte autentica di godimento estetico.

Foto Courtesy of Altaroma (ph. Altaroma/Raffaele Soccio/L.Sorrentino)

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Redazione

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