Impure or I’m pure? Le Nuove t-shirt sono ironiche e dissacranti

La maglia come mezzo di comunicazione! Questo l’imperativo di Impure; il marchio italiano che propone tagli casual arricchiti da stampe che non possono assolutamente passare inosservate. Dalle t-shirt con i divi del cinema alle felpe con immagini sacre, i modelli di Impure hanno attirato critiche di chi ha letto in queste proposte un pensiero oltraggioso.

In realtà la brand si propone di far risuonare l’eco di idee e azioni di personaggi, il cui carisma è un fatto assodato e universale. Ma se da un parte si stabilisce di omaggiare certe figure, al tempo stesso si desidera proporne una visione innovativa, destituendone l’aura sacrale. Rispondendo a questa logica, Buddha o James Dean diventano degli amici da aggiungere su Facebook. Il segreto è l’incontro dell’alto con il basso, del sacro con il profano, del sogno con la realtà.

Impure è un invito al dinamismo: ci chiama a “ ripensare”, a vedere in maniera differente quello che siamo abituati a percepire in un certo modo. Il “naming” stesso della brand sottende due chiavi di lettura: possiamo interpretare la parola come “I’m pure”, oppure come l’esatto contrario.

La scelta dei testimonial concretizza tutta la portata innovativa di questo marchio. Non bellezze statuarie, non soltanto volti giovani e noti!

Ma le belle idee, come si sa, non sempre sono sostenute da valide azioni! Questo non è il caso di Impure, che partecipa al progetto Impatto Zero di Lifegate, compensando la produzione di Co2 causata dalla realizzazione dei capi con creazione di un’area boschiva in Madagascar.


Redazione

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