Moda in Italia. 150 anni di eleganza

Un viaggio nello stile italiano dal 1861 ad oggi, dal gusto della regina Margherita e di Gabriele d’Annunzio agli esperimenti del futurismo, dalle dive del cinema ai grandi stilisti contemporanei.

La mostra racconta la storia della moda in Italia dall’Unità ai giorni nostri, con uno sguardo finale rivolto al futuro.
Il nucleo principale dell’esposizione sarà costituito dagli abiti della prestigiosa collezione della Sartoria teatrale Tirelli. Per l’ultimo cinquantennio, ad essi s’aggiungeranno abiti realizzati dai principali stilisti italiani contemporanei.

La direzione artistica della mostra è affidata alla costumista Gabriella Pescucci, Premio Oscar nel 1994, che si occuperà principalmente della prima sezione, e alla giornalista Franca Sozzani, direttrice dal 1988 di Vogue Italia, che seguirà invece la scelta e la raccolta degli abiti della seconda. Il coordinamento storico-scientifico è affidato all’Ufficio studi della Reggia di Venaria nelle persone di Andrea Merlotti e Clara Goria, con Sergio Toffetti, conservatore della Cineteca Nazionale.
Durante il Regno (1861-1946) la moda italiana non si configurò come un carattere identitario nazionale né come fattore produttivo di rilevanza. Ciò nonostante, diversi furono i tentativi di gettare le basi per una moda italiana: da quelli promossi dalla regina Margherita ai progetti dei Futuristi fino ai tentativi autarchici del Fascismo.

Archivio Fondazione Tirelli Trappetti, Roma

L’avvento della Repubblica (1946) corrispose, invece, alla nascita ed all’affermarsi di una moda italiana che fu scelta consapevolmente come elemento di rilancio e riscatto dell’Italia dopo la sconfitta nella seconda guerra mondiale. La fortuna di questa decisione, tale da generare negli anni Ottanta il fenomeno dell’Italian style e del cosiddetto Made in Italy, ha modificato fortemente l’immagine dell’Italia all’estero e ha reso la moda uno dei principali comparti dell’economia italiana.
Al fine di raccontare in modo chiaro e comprensibile al grande pubblico la storia sopra presentata e di consentirne una rapida contestualizzazione, l’allestimento ricorrerà ad un insieme di apparati visivi e sonori in costante dialogo con gli abiti esposti.

fonte: italia150.it


Redazione

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