Il “vecchio” che diventa “used-look”

Un tempo si diceva “vecchio”. Oggi si dice “used-look”. Da qui la tendenza a ricercare oggetti senza tempo. Per spolverarli, ripararli e poi usarli nuovamente. Vestiti, scarpe, libri, mobili, elettrodomestici. In Italia, si vende e si acquista di tutto.

Uno shopping “di culto” che non significa solo risparmio. Ma anche creatività, personalità e divertimento. Oggi, infatti, le fashion-addicted esplorano il mercatino delle pulci di Porta Portese o la fiera di Senigaglia a Milano. Percorrono la via del web con E-bay e leggono i giornali specializzati, come “Secondamano”. Aprono “e-store” con un blog. Comprono, indossano e rivendono quasi subito. Escogitano nuovi sistemi per “aggiornare” il mercato dell’usato. E lo shopping diventa anche “swapping”.

«L’ultima tendenza nella ricerca di “used-look” è lo Swap party – spiega Rosario Catrimi, stylist romano – E’ il vecchio gioco del baratto. Ogni partecipante all’evento porta i propri capi “rispolverati” davanti ad una giuria di esperti/organizzatori. Gli abiti, gli accessori o qualsiasi altra cosa, vengono “giudicati” sulla base della loro qualità, del design e dello stato di conservazione. A ogni capo o accessorio si assegnano delle stelline – da una a cinque – e parte lo swap».

Scarpe “scambiate” con una borsa della stessa griffe. Un capo smesso acquistato per re-inventarlo “rock oriented”. Un libro dall’inconfondibile profumo di passato. Uno specchio inciso del 1900. Un vero trend amarcord in arrivo dai giorni che furono. Perché l’usato non conosce data di scadenza. Ha mille vite.

di Daria Raiti

Nelle Foto il Mercato Monti a Roma


Redazione

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