Non è burlesque tutto quel che luccica

Prima di leggere le righe che seguono fermatevi, spogliatevi per qualche istante di clichè e abiti quotidiani, e immergetevi in un complesso di ironia, paillettes e sensualità. Benvenuti nel mondo del Burlesque.

Nasce nella seconda metà dell’ottocento, viene ripreso negli anni novanta (new-burlesque) ed esplode in questi mesi, anno 2010. In seguito ai recenti interessamenti dei fenomeni mediatici lo stile Burlesque sta stregando la moda in trasversale e senza pietà, dalla lingerie all’hairstyle.

Ecco salire sulle ultime passerelle di intimo pizzi, piume e raso che giocano maliziosamente fra loro, bustiere, reggicalze e culottes. Nelle collezioni P/E un tribudio di lustirni, piume e paillettes coronano le acconciature delle passerelle dei maggiori stilisti.  La stella della moda parigina Jean Paul Gaultier elegge  Dita Von Teese regina della sua passerella dell’a sua Haute Couture F/W 2010/11, che delizia il pubblico con un intimo e sensuale spogliarello, arricchito dal lustro dell’abito del grande stilista.

Ma attenzione ad osare: sbagliare è facile, e quando si cade qui, si rischia di cadere anche molto in basso. La bellezza del burlesque orbita intorno ad un instabile equilibrio tra malizia, ironia e gusto retrò, come ci spiega Milky Butterfly, performer burlesque e organizzatrice di show sulla piazza romana, che abbiamo incontrato per farci spiegare il vero spirito del burlesque.

Seppur indubbiamente legata all’erotismo infatti – ci spiega Milky,  il burlesque è una forma di spettacolo estremamente delicata e priva di elementi di volgarità. La divulgazione del fenomeno tuttavia ha reso sempre più numerose le performance improvvisate e malfatte. L’estetica del burlesque deve – afferma Milky –  essere raffinata, ricca e altisonante. La donna burlesque è una regina di sfarzo e ricercatezza, sorprendente ma irragiungibile.

Proprio per queste sue caratteristiche questo stile si  presta molto facilmente a basse approssimazioni, nelle performance come nella moda. Un esempio? Non poteva non essere dato dal prodotto hollywoodiano “Burlesque”, duramente accolto dalla critica. Lo chic forzato ha probabilmente causato il superamento di quel confine sottile che divide sensualità e volgarità. Bene prendere spunto dunque,ma fate molta attenzione: l’errore è dietro l’angolo. “Si diventa volgari se si pensa troppo ad essere sexy”, parola della regina Dita Von Teese.

Giorgia De Nora

Foto di Pascal Pino


Redazione

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *