Altamoda, benessere e donna. Intervista a Valeria Mangani

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Abbiamo incontrato Valeria Mangani, Vice presidente di AltaRoma, nel suo splendido studio con affaccio sulla Capitale, una vista mozzafiato dove si incrociano millenni di storia e di religioni (dai fori romani, a San Pietro fino alla sinagoga). Con lei abbiamo parlato di donne, di salute e moda, specialmente di giovani talenti e del modo migliore per promuovere la creatività e il made in Italy.

Universo femminile è qualcosa di multiforme, eterogeneo. E’ come dici tu un percorso, un itinerario in cui si intrecciano passioni, desideri, progetti. In questo l’essere donna per sua natura racchiude ottimamente questa esperienza per la sua capacità di essere al contempo donna appunto ma anche madre, moglie, amica, professionista. Quali sono gli obiettivi che la tua iniziativa Universo femminile si pone e come vengono realizzati?

R: Restituire alla moda la valenza di strumento etico, sociale e di sussidiarietà sociale, liberandola dell’etichetta di effimero e superfluo….il che mi fa tornare alla mente la famosa frase che precedeva la Rivoluzione francese, che si riferisce a Maria Antonietta alla quale fu chiesto: “Maestà il popolo chiede pane” e lei rispose “dategli le brioche!”.  La moda non deve restare segregata nelle torri di avorio degli atelier dei grandi stilisti, avulsa dalla vita comune, ma scendere in strada, in mezzo alla gente e farsi strumento di messaggi e comunicazioni sul sociale e di rivalsa per categorie. Prevedere una charity per ciascun capo di vestiario e pensare dei prodotti etici e coerenti con l’ambiente non devono divenire briglie immobilizzanti per i creativi, quanto piuttosto dei temi ispirativi sui quali costruire poi la creazione. La moda è un volano produttivo incredibile e rappresenta una risorsa per la disoccupazione giovanile se coniugata dal basso verso l’alto e volta verso l’artigianato che sublimato diviene alta moda all’ennesima espressione.

Estetica e donna. Un equilibrio delicato, un rapporto spesso contraddittorio, a volte influenzato dai modelli mediatici che propongono donne costantemente perfette. Sempre più donne ricorrono ad espedienti chirurgici, sempre più giovani abusano della chirurgia per eliminare difetti. Un sogno di eterna giovinezza e bellezza o semplicemente paura di invecchiare?

La moda crea archetipi e delinea gli stili comportamentali del genere umano ed è, a tal proposito, strumento maieutico e formativo.

La competitività del settore della moda si basa anche sull’innovazione organizzativa gestionale e tecnologica che passa, in larga misura, sulle competenze e capacità delle professionalità coinvolte nel processo; competenze che richiedono alta scolarizzazione, formazione, aggiornamento continuo e regole organizzative e gestionali. Il confronto e lo scambio di buone prassi e idee imprenditoriali fra stilisti, associazioni e professionisti deve divenire, tramite kermesse come quella di Alta Roma, una modalità d’incontro atta a valorizzare nuove professioni che rappresentano un passo concreto verso la definizione di una piattaforma di studio, di ricerca e di proposta sulle dinamiche del mondo della moda, nonché una prima occasione per fornire, non solo agli addetti ai lavori, ma anche ai giovani, la possibilità di formarsi in tale settore. E, come è noto, se non si investe nella formazione non è possibile creare buona occupazione.

All’estetica e alla donna è poi strettamente connesso il tema della salute, del rapporto della donna col proprio corpo. Fa riflettere l’immagine del corpo femminile nella moda e l’ultima iniziativa targata Vogue Italia a favore delle donne cosiddette curvy, contro l’anoressia. Cosa sta succedendo nella moda? Nell’immaginario della donna è in atto una inversione di tendenza?

C’è chi asserisce che le sfilate di Alta moda incentivino l’anoressia.

Indubbiamente il problema dell’anoressia appare sempre più drammatico in una società che  codifica e propone modelli e immagini mediatiche che enfatizzano un archetipo fisico distorto, con ragazze che pur di raggiungere identità che non gli appartengono sono pronte a dichiarare guerra al cibo. In questo senso molto abbiamo fatto con Nadia Accetti e con il prof. Adolfo Panfili per raccontare alla gente che la moda non ha bisogno di cilici vessatori, di taglie 38, di visi pallidi ed anemici. La donna deve essere protagonista della sfilata di moda anche senza alienarsi la salute e potrà essere bellissima anche senza essere eccessivamente magra. Tutto ciò deve farci  riflettere attentamente sugli aspetti dell’emergenza anoressia, che colpisce duramente le società occidentali.

La moda deve porre in risalto l’abito, più che mettere in mostra il loro corpo. Inizialmente era il vestito il miglior dietologo per molte donne in quanto, se sapientemente calibrato, poteva occultare, valorizzare od addirittura trasformare un apparente difetto in un punto di forza della persona. Persona al centro della questione. Ora i termini sembrano essersi sovvertiti  letteralmente ed ecco che ossa, scoliosi, ipercifosi e lordosi divengono paradossalmente spunto di attrazione e sfoggio del difetto come provocazione.

La moda può divenire la piattaforma per lanciare un SOS sociale per affrontare e sperare di risolvere le disfunzioni del comportamento alimentare, vera e propria emergenza sociale.

Gli stilisti, grazie alla nostra azione e al nostro calendario trasversale sui disturbi alimentari (Donnadonna Onlus e Associazione Universo Femminile), hanno cominciato ad elaborare il messaggio sociale  e a comprendere quanto dannose e deleterie possano divenire, per le adolescenti plasmabili spettatrici, le immagini delle modelle esageratamente magre. Non occorre boicottare le sfilate, ma proseguire con una campagna di informazione e di sensibilizzazione per correggere il tiro, come stiamo facendo oramai da anni affrontando un aspetto così urgente e coinvolgente del sociale. Quest’anno durante le sfilate di Alta Roma estive di luglio verrà promossa dal prof. Adolfo Panfili (ex allievo di Linus Pauling – Premio Nobel per la chimica) una campagna informativa sulla presa di consapevolezza corporea della donna, fornendo a tutte le partecipanti un coupon ove registrare i propri dati morfologici (sesso, eta’, peso, altezza, circonferenza di vita, ecc). Tale coupon verrà poi inviato per email all’associazione Donnadonna Onlus che in breve tempo provvederà a rispondere sempre per via telematica, fornendo consigli di stile di vita e nozioni di base per un alimentazione più sana a coloro che ne faranno richiesta insieme alla valutazione al cosiddetto BMI (Body Mass Index o Indice di Massa Corporea (IMC), un parametro molto utilizzato per ottenere una valutazione generale del proprio peso corporeo che mette in relazione con una semplice formula matematica l’altezza con il peso del soggetto.

Recenti sondaggi lo dimostrano e, d’altronde, le statistiche non mentono: la percentuale di donne e ragazze anoressiche è aumentata negli ultimi tempi e si parla di circa ottomila casi in più ogni anno, per un totale di circa 450.000 anoressiche solo in Italia. E le più colpite da disturbi dell’ alimentazione, quali anoressia o bulimia, sono proprio le donne comprese in una fascia d’età che va dai quindici ai venticinque anni. L’adolescenza è la fase più critica in assoluto per l’essere umano e per la donna, ove s’innescano con se stessi una rete di conflitti e contrasti naturali; è la fase delle scelte da voler fare a tutti i costi con la convinzione di essere, ormai, maturi, grandi.

Allorché una ragazzina assume il proposito di non cibarsi, quasi come se il cibo fosse veleno, si può arrivare ad un baratro pericoloso. Il male di esistere delle adolescenti, parafrasando Cesare Pavese, è insito nel disagio psicologico e deleterio quale l’anoressia. Dobbiamo trasmettere il messaggio che solo il grande motore dell’amore e della volontà di non lasciarsi scalfire dai falsi idoli di una società decadente possono garantire la salute fisica e mentale dei nostri figli.

Considerata a pieno titolo solo di recente una malattia psicofisica, l’anoressia ha, in effetti, cause e conseguenze che non sono affatto da sottovalutare. La sua complessità e l’importanza di poterla curare per far sì che si estingua sono sempre da rapportare all’aspetto psicologico della “paziente” .

Nel 99% dei casi, spiegano infatti gli esperti del settore, una ragazza che ha un cattivo rapporto col cibo, soffre di altri gravi disturbi della psiche: insicurezza, mancanza della stima di sé, a cui possono aggiungersi prese in giro da parte dei coetanei o situazioni familiari nient’affatto lineari e limpide, come ad esempio genitori che pretendono dai figli la perfezione ad ogni costo, oppure che vivono con essi continui conflitti e litigi. Naturalmente, se una ragazzina risente di problemi e tensioni a livello familiare è molto più portata ad imboccare strade errate e a distorcere il proprio rapporto col cibo. Per tutti questi motivi, per curare l’ anoressia non è sufficiente, mai o quasi mai, solo il “contributo” medico, ma urge soprattutto quello di uno psicoterapeuta che coinvolga, nelle sue sedute, oltre alla ragazza in questione, anche la famiglia della stessa. Gli stilisti di Alta Moda divengono fortemente ispirativi e condizionanti nel sociale allorchè creano modelli da rispecchiare e da imitare. Le menti fragili e giovani potrebbero subire condizionamenti pericolosi. Ecco perché un messaggio di una moda etica, giusta e coerente e non solo auspicabile, ma necessario.

Stiamo lanciando messaggi mirati e realizzare la consapevolezza specialmente nelle giovani donne e nelle loro famiglie. Non solo corpo nella nuova moda, che sarà legata ai nuovi designer, i quali saranno ispirati al nuovo trend che riporta al concetto di moda rigorosamente semplice e razionale.

l nuovi creativi sono un valore crescente per il Made in Italy. La collaborazione tra La Sapienza e Comune di Roma punta proprio a creare delle figure specializzate e professionali da inserire nel nuovo mercato emergente. Quali sono i punti di forza di questo progetto?

L’idea che stiamo maturando si articola in tre direzioni, che sono i punti cardine dell’eccellenza del nostro paese: il cibo, il design e la moda. Su queste temi stiamo creando dei corsi di laurea che, anche attraverso un accordo con gli stake holders, puntino a proiettare gli studenti  nel mondo del lavoro. In questi corsi non verranno affrontati solo gli aspetti teorici, ma anche e soprattutto quelli pratici. Vogliamo che gli esperti del gusto e del design della moda che usciranno da queste facoltà uniscano il sapere al saper fare.

AltaModa e nuovi designer, Who is on next è un ottimo trampolino di lancio per i giovani creativi italiani ma non solo. Un progetto che nasce da un ottimo rapporto tra la AltaRoma, Pitti e Vogue Italia da cui escono ogni anno i volti nuovi della moda italiana. Roma, quindi, diventa fucina e incubatrice di nuovi talenti?

AltaRoma, per la propria tradizione di sartorialità, è fiera di rappresentare l’alta moda anche attraverso le nuove generazioni. La Dolce Vita ha rappresentato nell’immaginario collettivo comune una Capitale alla moda, festosa, viva, effervescente e ricca di iniziative. Roma è stata la città delle celebrità, non soltanto italiane, ma anche e soprattutto internazionali, e di questo fasto ancora gode i riflessi. Anche per questo AltaRoma sta investendo nella promozione e nel sostegno ai nuovi designer. La settimana della moda deve funzionare anche da incubatore per giovani talenti e, quindi, siamo fieri di portare avanti un progetto così ambizioso come Who is on Next, un’opportunità per scoprire i Valentino e Versace di domani.

Dai grandi nomi della moda, dell’alta moda italiana (Sarli, Gattinoni, Balestra, Fendi, solo per citare alcuni noti) ai nuovi talenti. Quali sono i nuovi designer presentati ultimamente nella cornice dell’altamoda romana che ti hanno più colpito, quelli su cui punteresti?

Tra le nuove proposte nella moda, tra i giovani che ormai sono una presenza costante nel panorama italiano, Giada Curti è una delle più promettenti. Questa giovane designer è in poco tempo riuscita a farsi conoscere al grande pubblico con dei progetti sempre interessanti. Ho apprezzato particolarmente la sua proposta di un abito antistalking, presentato lo scorso gennaio in AltaRoma, un modo per dare alla moda anche una dimensione di strumento sociale.

AltaRoma è anche il palcoscenico di tutta una serie di iniziative, come ARTISANAL INTELLIGENCE o LIMITED/UNLIMITED solo per citarne alcune, che seguono il percorso creativo dei nuovi designer, dopo il lancio sul mercato nazionale, promuovendo. Qual’è l’impatto che queste giovani leve della moda ha sull’economia della Capitale?

Enorme! Il rifiorire di attività creative dà vita a tutta una serie di lavori collaterali basati sull’artigianalità che influenzano positivamente l’indotto economico della città. La filiera produttrice che va dalla creazione dell’idea fino alla sua concreta realizzazione e presentazione durante le settimane della moda porta alla moltiplicazione e allo scambio di valore, e questo è un punto di svolta per l’economia di una città, non solo dal punto di vista economico, ma soprattutto da quello sociale.

Nel territorio romano, stanno proliferando una miriade di nuove piccole realtà, legate soprattutto ai giovani designer che investono nella moda, soprattutto indipendente, creando dei veri e propri Fashion District (Rione Monti, Campo dei Fiori …), che tipizzano i quartieri, rendendoli teatro della rinascita culturale e creativa del centro Italia. Roma, quindi, Capitale dei talenti emergenti?

La rinascita si base sul fermento creativo e sui giovani che vanno formati ed educati. Ancora oggi, quando dobbiamo usare parole come ‘educato’ o ‘maleducato’ ci riferiamo sempre a categorie di giudizio, di controllo, e mai di crescita, di liberazione, di creatività. Forse il contributo maggiore che l’alta moda può dare sul piano della ricerca pedagogica è questo: educare è offrire all’altro o all’altra la possibilità di rendere la propria vita più creativa e quindi di concepire la propria esistenza come creazione. L’alta moda come grande lavoro alchemico, come utero che si prepara alla gestazione creativa, come  atanor dove gli stilisti convertono il vile metallo in oro lucente  .

La moda è una musa non solo ispirativa, ma fortemente educativa e parafrasandone la sua epistemologia vorrei sottolineare alcuni concetti da mettere a paradigma:

C’è chi insegna guidando gli altri come cavalli passo per passo.

Forse c’è chi si sente soddisfatto, così guidato.

C’è chi insegna lodando quanto trova di buono e divertendo.

C’è pure chi si sente soddisfatto, essendo incoraggiato.

C’è pure chi educa senza nascondere l’assurdo che è nel mondo, aperto a ogni sviluppo,

cercando di essere franco all’altro come a sé, sognando gli altri come ora non sono.

Ciascuno cresce solo se sognato e la moda non pone confini alla navigazione della fantasia dei MODANAUTI. Ancora oggi la Moda non cessa di proporre nuove ed entusiasmanti mete da scoprire a chi vuole confrontarsi con la ricerca interiore.

Roma, Creatività e Innovazione. Non solo moda da passerella ma anche Fashion on Paper. L’iniziativa dedicata ai nuovi fenomeni editoriali (digitali e non) è diventata un appuntamento fondamentale per le nuove esperienze indipendenti. La moda può, quindi, fungere da traino per tutte quelle nuova realtà a suo contorno?

Assolutamente si. Quello che mi piace sottolineare è come il progetto di AltaRoma non riguardi solo la moda, ma si estenda alle realtà collaterali e come l’attenzione ai giovani non si limiti strettamente all’ambito creativo dell’abbigliamento, ma si estenda alle iniziative indipendenti legate a questo settore. AltaRoma si avvicina ai giovani creando tutta una serie di eventi che spaziano a 360 gradi il mondo della creatività. Dalla moda in senso stretto all’arte, dall’editoria alle nuove forme di giornalismo digitale, AltaRoma diventa spazio creativo e sperimentale, di accoglienza e di innovazione.

Alta moda e solidarietà. Ogni edizione si caratterizza per organizzare e promuovere iniziative a scopo benefico. Charity party, esibizioni e aste di beneficenza hanno dato una connotazione ben precisa agli appuntamenti passati. Può la moda portare essere messaggio di speranza per l’attenzione che riesce a catalizzare anche fuori dai riflettori della passerella?

E’ una mia convinzione quella che la moda sia uno strumento perfetto per sensibilizzare il pubblico e i cittadini su problemi sociali purtroppo non conosciuti. Nelle passate edizioni di AltaRoma abbiamo organizzato un charity gala dinner allo Spazio Novecento a favore di Fo.Ri.Sid. Onlus, associazione che si occupa della lotta al diabete, con particolare attenzione ai giovani che spesso affrontano duramente questa malattia, non solo fisicamente ma anche mentalmente. Ci sono alcuni disturbi che hanno un risvolto sociale sottovalutato, epidemie silenziose per le quali la moda deve scendere in campo, dare il proprio contributo e rendere meno gravoso affrontare questa ed altre patologie.

Il prossimo 9 luglio presenteremo Fashion-able Haiti, in collaborazione con l’Ambasciata di Haiti in Italia, un progetto di moda e solidarietà a sostegno dell’economia del paese caraibico, così duramente colpito dal terremoto di circa un anno fa.

7 luglio pre opening, poi dall’8 luglio all’11, nelle splendide location del Complesso monumentale di Santo Spirito in Sassia, del Tempio di Adriano e del Palazzo della Civiltà Italiana. Quali sono gli appuntamenti della prossima edizione estiva di AltaRoma da non perdere?

Quest’anno abbiamo pensato di estendere gli eventi di AltaRoma anche al quartiere dell’Eur, una splendida cornice moderna quella del Palazzo della Civiltà Italiana, ma non solo. Abbiamo messo a disposizione le nostre strade più belle, le piazze principali affinché il fascino della Capitale sia da cornice alle collezione dei Grandi stilisti e delle giovani proposte.

Qui al Campidoglio avremo l’onore di ospitare la Maison Sarli, Renato Balestra sfilerà nel meraviglioso Teatro di Villa Pamphilj, alcuni giovani artigiani presenteranno le loro collezioni lungo le vie del Centro Storico.

Abbiamo una città meravigliosa, un teatro a cielo aperto che nella stagione estiva acquista maggiormente splendore e siamo stati entusiasti che gli stilisti abbiano accolto con passione le nostre proposte.

a cura di Romina Toscano | Foto di Marco D’Amico


Note biografiche

Valeria Mangani nasce a Johannesburg, Sud Africa. Degree in “Fashion Design” Istituto Europeo di Design (IED). Dal 2006 è Presidente dell’Associazione Universo Femminile. E’ docente al Master dell’Istituto Superiore Studi sulla Donna presso l’Università Europea di Roma per la sessione “Salute Donna” e “Tessuti tecnologici in ambito lavorativo” alla facoltà di Medicina del Lavoro, Università Sapienza di Roma. Dal maggio 2008 Il Sindaco Gianni Alemanno la nomina Consigliera per le Relazioni Esterne del Sindaco di Roma Capitale.
Nel maggio del 2009 è incaricata della Vice-Presidenza di AltaRoma.