Boutique Erotica. Viaggio nel mondo di ZouZou, per sedurre nelle notti calde d’estate!

Entra e fatti vivere dalla boutique erotica che da quattro anni ha cambiato il modo di vivere la sessualità delle donne romane. ZouZou si mostra come un boudoir in cui a predominare sono i colori oro e bordeaux. Questo è luogo dedicato all’erotismo tutto al femminile. Il Burlesque ti guida verso la scoperta di un tesoro di bustini e  raffinati accessori.

Incontriamo Tiziana Russo, la proprietaria e una delle due donne che nel 2007 ha avuto l’intuizione di sfidare i preconcetti e di correre verso le donne, pensare al loro universo.

Come ti è venuta l’idea di aprire questo spazio?

“Abbiamo iniziato per gioco. Avevo fatto un weekend a Berlino e lì mi si è aperto un mondo. Sono entrata in un sexy shop e ho visto che c’erano tante donne e ho pensato come fosse possibile. Sono tornata e ne ho parlato con mia cugina. Da quando abbiamo pensato ad aprire un posto come questo e la sua nascita è passato un anno in cui abbiamo viaggiato e frequentato boutique erotiche. Ci siamo fatte una cultura. In Italia, si è ancora legati all’idea del sexy shop pensato per i soli uomini e dove le donne quasi si vergognano ad accedere”.

L’emblema della boutique erotica per Tiziana è “Coco de mer” di Londra situato in Coven Garden.

Come Coco de Mer anche Zouzou è partito come luogo molto esclusivo anche per sopperire ad una paura: “il nostro terrore iniziale” – mi spiega – “era quello di essere fraintese, di essere associate alla pornografia e per questo abbiamo iniziato altissime sia a livello di prezzi che di prodotti. Ora il livello rimane ancora molto alto, ma abbiamo preso anche oggetti più accessibili a tutti”. Ammiro il coraggio di Tiziana nel proporre ad un pubblico diseducato un luogo come questo in pieno centro. Zouzou si trova in un vicolo di una via battuta da giovani ed anziani, da famiglie e da amici: vicolo della Cancelleria. La scelta della location non è casuale. “Cercavamo una location centrale, ma non una strada commerciale per renderlo un posto di nicchia, esclusivo, in cui funziona il passaparola. L’essere appartate ci piace perché quando viene un personaggio che non vuole essere visto permette la discrezione”.

E’ così che sono capitate in un ex garage. Fa ridere che un luogo legato ad un oggetto maschile come la macchina, si sia trasformato in uno spazio al femminile. Tiziana non è una femminista che esclude l’altro sesso. “La donna ha un partner,  la relazione è a due e abbiamo capito che ci sono tanti uomini che capiscono un certo tipo di gioco e che soprattutto amano fare shopping con le loro compagne”. E’ per questo, che da questo anno, c’è un piccolo spazio dedicato interamente all’uomo il quale piano piano sta conquistando l’accesso alle serate de Les  Zouzettes.

ZouZou non è solo un negozio, ma è un progetto sulla sessualità. Da subito sono state organizzate da Tiziana, Chiara Moro e Daniela Rizzo, serate dedicate all’eros rivolte al mondo di Eva. Sono momenti in cui le donne possono confrontarsi sul tema proposto con il supporto di una sessuologa, con l’allegra cornice degli  sketch della poetessa attrice Claudia D’Angelo e la presenza di sempre nuovi ospiti. “Non sono serate in cui le donne se la cantano e se la suonano. Nella serata di grande successo dedicata “sesso orale” “ad un certo punto entrano 4 uomini e insieme a loro vediamo il punto di vista maschile e cerchiamo di capire. Questi uomini li abbiamo scelti nel nostro bacino di conoscenze. Abbiamo selezionato per l’occasione: un omosessuale, che è il massimo esperto in materia, un manager, un attore porno, un ragazzo. Cerchiamo di capire quale siano le differenze”.

Poveri uomini: quattro contro quaranta, come se la cavano?

“Bene, molto bene. Per esempio, nella serata “come un gigolot” il giovane gigolot ospitato è stato anche aspramente  attaccato, ma lui non ha fatto una piega. E’ stato molto professionale”.

Tutto in questa boutique ruota intorno alla professionalità. Tiziana è simpatica e distaccata. Non deve essere semplice calibrarsi ogni volta alla clientela.

Chi sono le donne che entrano da ZouzZou?

“Sono donne dai trenta ai quarantacinque anni appartenenti ad un ceto sociale medio alto e alto. Sono donne con una loro indipendenza economica, che hanno viaggiato e che hanno un rapporto sereno con la sessualità e l’ambiente delle boutique erotiche. Ma la cosa bella è che abbiamo anche attirato la curiosità di ragazze più giovani e signore che mai avevano frequentato posti del genere”.

Credo che questo sia un successo non solo per ZouZou.

Non posso non chiedere quale sia l’oggetto più venduto.

“Il sex toy senza dubbio. Solitamente girano un po’e alla fine sempre lì finiscono”.

Quel che affascina di questo luogo sono l’ambiente familiare, la raffinatezza e la femminilità semplice della proprietaria. “L’arredo” – mi spiega Tiziana – “è composto da mobili fatti fare appositamente. Il camerino è stato realizzato da Raphael Vanegas”.

Ora di ZouZou so molto, mi manca di conoscere l’origine del nome e la musica che lo rappresenta.

“ZouZou è un film del 1934 con Josephine Baker. E’ lei  a cui noi ci siamo ispirate perché fu la prima a fare Burlesque. In quegli anni era abbastanza di rottura. La musica non può che essere jazz”.

Prima di andare con la conferma che, così come la casa, anche una boutique è la rappresentazione di chi l’ha voluta e vi ci lavora, a l’intervista è regalata la possibilità di vedere una scena frequente in ZouZou. Un trentenne entra, con la scusa di voler comprare la giostra utilizzata come arredo della vetrina; dopo aver finto stupore, inizia a bearsi delle sue qualità da maschio e chiede un consiglio per un regalo. Ma, sarà per la mia presenza, per la necessità di interiorizzare il luogo o  per l’imbarazzo che se ne va con la parola: “tornerò”.

Ed anche DModa tornerà.

Servizio di Federica Rondino | Foto Eleonora Zampelli


Redazione