La notte stellata di Gattinoni

Si apre Altaroma con la sfilata Autunno-Inverno 2011-2012 firmata da Guillermo Mariotto per la maison Gattinoni. L’evento si è svolto nella suggestiva cornice del museo MACRO Testaccio, luogo d’elezione dell’arte contemporanea a Roma. Presenti moltissimi volti noti del mondo dello spettacolo da Edwige Fenech a Gionny Dorelli e Gloria Guida, ma anche Milly Carlucci, Lorena Bianchetti, Massimo Giletti e Lalla Bertinotti.

Colpisce la straordinaria cura del dettaglio, nulla è lasciato al caso e la maggior parte delle volte il particolare è nascosto nella parte posteriore dell’abito; ogni uscita è da ammirare da ogni direzione, grazie alla passerella curvilinea ed ellittica che permette una visione a trecentosessanta gradi.

La collezione è tutta giocata sulle geometrie e i volumi. Mariotto si fa scultore e architetto, esaltando la femminilità con la luce dei cristalli e la leggerezza dei ricami in tulle e ed in pizzo.

Pochi gli abiti da cocktail, dove predominano i volumi ampi e definiti, i tagli a sbiechi e trapezoidali. Il gioco di contrasti è dato dalla neutralità dei toni pastello come il rosa cipria, accostati alla sfrontatezza del laminato e della pelle rossa e nera. Il copri spalle sembra essere il novo must have del prossimo inverno; anche questo o si trasforma in scultura con l’aggiunta di colli rigidi e lunghissimi, oppure trafora la pelle come se si trattasse di pizzo.

Una donna che viene dal futuro dunque, ma che non rinuncia alla praticità del pantalone. I tailleur, assolutamente neri, dalle linea semplice e dalla vita altissima, sono arricchiti da candide camicie in voile.

Ma l’attenzione va naturalmente alle mise da gran sera. Abiti lunghi dalle linee apparentemente semplici che nascondo sempre un dettaglio inaspettato, come le piccole “ali” che si aprono sulla schiena dell’angelo in bianco. Con le tinte si osa molto: fucsia, bianco, nero, blu, oro o argento…l’importante è che sia strong. Nelle poche uscite in pastello le linee infatti non si ingentiliscono, ma anzi diventano più rigide per accentuare il contrasto. I volumi sono accentuati dalle pieghe, che nascondono i ricami, dove prevale naturalmente il classico noir et blanche.

Anche la sposa è apparentemente tradizionale, completamente avvolta nel bellissimo velo decorato con cristalli. Colpisce però che sia l’acconciatura, sapientemente messa a punto dagli stylist l’ Oreal, a sorreggere la stoffa, creando un’ inusuale struttura piramidale.

La donna Gattinoni, forte e decisa, sfila contando sull’aiuto dei gioielli di Gianni de Benedittis, designer del brand futuro Remoto, che nella sua collezione ha incluso l’anello Orinatoio e l’anello Water, omaggio a Duchamp.

L’ultima uscita è riservata ad una lady curvy, seguita dallo stilista con un metro da sarto in mano:  un tocco ironico che tuttavia ha sortito un effetto leggermente stonato rispetto al complesso della sfilata.

Tutto il resto lascia sospeso tra il concreto e il surreale. Algida e tecno, ma anche avvolgente e femminile, extraterrestre e futurista per diventare poi sofisticata sirena, questa è la donna Gattinoni, che stupisce ma non delude.

Marta Mancuso.


Redazione DModa