Il punto sulla haute couture parigina FW 2011/2012

Parigi, haute couture FW 2011-2012: “Eccentricità ed eleganza”, le parole chiavi che aprono le porte a le modè parissiene.
Esagerazioni e stranezze che valcano i tabù, finora imposti, sull’abito maschile e femminile. L’ispirazione fatta di un gioco tra le parti quella di Jean Paul Gaultier, che presenta modelli in cui lo smoking diviene abito da sera e viceversa.

L’intero fashionshow coronato da piume, lustrini e paillettes che vestono l’androginia superba e accativante della passerella parigina.
La passione rovente contamina con le nauces del rouge e del bordeaux la classe di Vauthier. Abiti leggeri e morbidi accompagnano la femme fatale nel suo sensuale passo, inrigidito però da spalline neoprene che sovrastano la silhoutte della donna che lascia intravedere la lingerie dalla schiena scoperta.
Ispirazione fiabesca per Alexis Mabille, in cui formiche e cicale si trasformano come per magia in splendidi abiti che ricordano il genio della moda McQueen. Tra pizzo, piume e merletti, l’habitat naturale viene ricreato in un contesto di eleganza e di magia e ogni abito porta in sé la propria storia raccontata dai tessuti e dagli inserti che la evidenziano.
I colori si mescolano, si compongono, le fantasie si intersecano e danno vita alla collezione firmata Dior. La Rose Moderne, in onore dei maestri d’arte, porta in scena tessuti di ogni genere, tagli insoliti e clowneschi, che rompono gli schemi del mood finora proposto da una delle maison couture per eccellenza.

A contrastare la vitalità dei colori Dior, Givenchy propone la classe della tinta unita e del bianco. Ambiente onirico, abiti eterei fatti di trasparenze travolgenti, inserti gioiello che pervadono il corpo della donna dea, una figura angelica adornata di effetti artigianali fatti di microperle e cachemire.
Vale anche per il profeta del couture Valentino. Figure sublimi che, ancorate nel sogno a rimembranze del passato, portano in passerella l’emblema dell’aristocrazia, intrinseca di tinte tenui e tessuti di organza e chiffon che fluttuano lungo il loro viaggio orfico.

Dal viaggio dell’anima al viaggio retrò. Per la prima collezione haute couture Giambattista Valli ha messo in evidenza una lavorazione artigianale dal carattere anni ’60. Il bicolore regna sovrano su tinte del bianco edel nero, ma senza rinnegare l’allegria del colore degli evening dress impreziositi da bijoux etnici o robe de bal, con strascichi che sembrano agganciarsi a semplici tubini unica tinta.
Continuando i lunghi viaggi della moda, ci sentiamo inebriati dai profumi orientali di Armani privè. La rivisitazione di una geisha che vive la moda e l’eleganza. Velluti rasati, taffetà, seta e organza con stampe floreali su tinte nere e bianche. Un bon ton che contamina l’hairstyle nelle splendide acconciature e nel nuovo stile di vita della donna couture.

di Simone Riccioli


Redazione