ALESSIO SPINELLI. Vincitore WHO IS ON NEXT per gli accessori si racconta a DModa

Abbiamo avuto modo di conoscere Alessio Spinelli prima della sua vittoria a Who is On next nella sezione accessori. Alessio è un designer che non ti aspetti, sempre pacato, timido, umile che non ama mettersi in mostra o essere vezzeggiato. E’ semplice. questa sua semplicità ci ha colpito, e la sua spontaneità sarà ciò che speriamo lo porti lontano.

D. Vincitore della sezione accessori di Who is on next? Cosa succede adesso?

Adesso “succede” Milano…espongo dal 22 al 27 settembre a Palazzo Morando, insieme con gli altri ragazzi del concorso. Una grande occasione. Nell’immediato comunque una visibilità enorme. Ed il bagaglio di esperienze si è notevolmente ingrandito…

D. Le tue creazioni hanno la particolarità di essere proprio personalizzabili. Proprio questa è la motivazione della giuria di WION per l’assegnazione del premio (con la seguente motivazione “per la creatività della ricerca  nel trovare nuove forme di accostamenti di colore e per la capacità di rendere tutte le sue scarpe uniche e trasformabili secondo il gusto personale”. n.d.r). Acquistando le tue creazioni, infatti, è possibile scegliere i tacchi o la fusciacca che più si intona con l’abito. Come mai questa scelta?

Come spesso accade, dietro un’idea fresca ma anche forte le motivazioni sono un pò sfuggenti. Certe idee nascono semplicemente con l’intuito. Le successive motivazioni tendono invece a giustificarle….Diciamo perciò che volevo interagire con chi acquista ed ama le mie creazioni. Non proporre un prodotto, ma qualcosa di più. Proporre una libertà. Libertà di scegliere e contribuire alla definizione del proprio stile, a seconda delle esigenze del momento. Ti senti allegra? metti il tacco giallo! Perchè no…anche motivazioni puramente emozionali. Oppure più pratiche: indossare un abito da sera rosso e abbinare il sandalo con fusciacca rosso. La sera dopo l’abito è blu. Perchè comprare un’altro paio di sandali?Cambiamo fusciacca!!!

D. Nella neon collection applichi a calzature dal design più classico l’elemento tecnologico, un sottile filamento di neon. da dove nasce questo connubio?

Negli ultimi anni si è andati verso una esasperazione dello stile, che in alcuni casi sconfinava nel Costume o peggio nel grottesco. C’è ora una inversione di tendenza. Vuoi per la crisi economica (almeno per noi giovani stilisti), vuoi per un ricambio stilistico necessario e ciclico.

Personalmente ho ricercato (il risultato lo lascio giudicare a voi) il massimo equilibrio tra l’elemento tecnologico (il neon appunto) e l’elemento artigianale/grezzo/naturale quale il legno ed il cuoio. Applicare il neon ad un sandalo classico o molto spinto stilisticamente è una strada sbagliata. E’ un “troppo”. Invece ho insistito sul minimalismo del sandalo (senza neon), togliendo tutto il possibile e montando per esempio ogni fascia in cuoio con dei semplici chiodi. Adoro il contrasto che si crea tra luce neon e lo zoccolo di legno.

D. Qual’è stato il momento più bello e quello più brutto della tua carriera finora?

Più bello : la mia prima scarpa, la prima recensione su una rivista del settore, sentire il mio nome alla finale del concorso.

Il più brutto: scoprire quanta gente ruota intorno a te con lo scopo di raggirarti con improbabili affari. Qui a Roma li chiamiamo “sola”. Approfitto dello spazio per stilare un piccolo “vademecum” per i giovani stilisti che escono freschi dalle accademie. Il “sola” che gira nella moda lo riconosci perchè: si presenta e parla solo lui. Il tuo sguardo credulone e ingenuo alimenta il suo ego. Quando gli chiedi dettagli sull’affare che ti propone è sempre vago. Non riesci a capire bene di cosa si occupa (spesso però si occupa di “l’alta finanza”).Quando capisce che non può spillarti una lira o quando gli proponi una “prova” per testare le sue reali intenzioni (ad es. pagami la location per la sfilata), “stranamente il suo cellulare diventa irraggiungibile. E’ un adulatore, cioè i suoi complimenti non sono spontanei e sinceri. Con il tempo comunque sarà intuitivo scansare simili personaggi…


D. Come ti sei avvicinato alla moda? E come hai scelto di dedicarti alle calzature?

Alle calzature…bhè mio nonno era calzolaio, mio pare è commerciante di scarpe. Alla moda mi sono avvicinato con il grande Capucci. Non mi interessavo di moda ma mi interessavo dei suoi abiti. Una fusione tra moda ed arte. Quand’ero piccolo, e NON volevo fare lo stilista, ricordo però un video su VHS di una sua sfilata. Emozionante. Lì forse è scattato qualcosa. Comunque il mio percorso è stato molto progressivo. Sono passato anche per una laurea in economia! Che giro eh…?

D. Sei diplomato come stilista di accessori presso l’Accademia Int. Koefia di Roma, ma hai anche una laurea in Economia e  Commercio, con specializzazione in marketing dei beni di lusso. insomma non hai lasciato nulla al caso?

Qualcuno mi chiede cosa c’entra la laurea in economia con il creare scarpe. Paradossalmente c’entra più quella che il saper disegnare. Il disegno è uno strumento, ho conosciuto bravissimi designer di calzature che non sapevo prendere una matita in mano. Le loro creazioni erano comunque meravigliose. Se al contrario disegni ma non hai la minima idea di come funzioni il mercato, nessuna nozione di marketing, e neanche un seppur minimo approccio razionale al tuo lavoro…bhè la situazione si fa più complessa. Questo quando disegni per te e per il tuo marchio. E fino a che non puoi permetterti un responsabile commerciale…(anche in questo caso però sarebbe meglio avere sempre una visione imprenditoriale). Se poi disegni per altri, o fai una consulenza per un nome importante, le carte in gioco cambiano.

D. Qual’è il designer di calzature che ti ispira di più?

Non uno in particolare. Perchè posso trovare modelli magnifici o soluzioni geniali sia tra i grandi nomi che tra i piccoli stilisti sconosciuti. Forse, proprio per farsi largo in un mondo così concorrenziale, il giovane è più spinto per necessità a trovare soluzioni creative ed uniche. Però guardi alcune creazioni di Salvatore Ferragamo di 60-70 anni fa e capisci che era molto più avanti di noi. Irraggiungibile.

D. Alessio Spinelli tra 10 anni. Dove sarà?

Se intendi il marchio, spero nelle migliori vetrine del Mondo. Se intendi me…non importa dove, ma è più importante come: spero sereno e realizzato.


Redazione