Corsetto, vita sottile e ritorno agli anni 20

Una vita sottile ha sempre avuto il suo fascino sul sesso forte. Amplifica le dimensioni dei fianchi, li mette in evidenza risaltando le forme a clessidra del corpo femminile. Il concetto di vita sottile non ha solo ragioni sessuali. La tendenza alla sottigliezza della vita diviene simbolo di femminilità anche tra le donne, rappresentando nel corso degli anni 20 un vero e proprio must.

La comparsa del corsetto o del busto ha radici molto lontane. I primi comparvero nel XVI secolo, in metallo con una lunga punta anteriore, fermati sulla schiena con una una chiave. Più tardi, nel Settecento il busto venne modificato per rispondere ad una moda più lasciva e libera, divenendo molto scollato e attillatissimo in vita. A corredo del busto fino a fine 1700, il panier, un cesto ovale molto largo sui fianchi che impediva alle donne di muoversi liberamente, conferendole un aspetto grottesco.

Nei primi del novecendo questa trappola venne alleggerita della rigidità dei primi modelli, con l’ausilio di lacci a chiusura sulla schiena, non diminuendo tuttavia la costrizione e il disagio fisico a cui le donne erano sottoposte.  Il Corsetto, infatti, è accessorio che costringe gli organi interni, deformando il fisico, portando enormi disturbi digestivi, finanche svenimenti.

La donna con il girovita più sottile, l’inglese Ethel Granger (vissuta la bellezza di 77 anni, 1905-1982), alla cui immagine lo stesso Vogue Italia di settembre si è ispirato per la copertina, aveva 33cm di girovita. La donna riuscì ad ottenere questo guinness (per amore del marito a cui piaceva così) attraverso un uso estremo e giornaliero del corsetto. Alcune sue immagini colpiscono l’occhio per il loro avvicinamento al mondo freak, piuttosto che al senso estetico.

Ethel Granger non è l’unica ad aver ecceduto nell’uso del busto. Anche l’attrice francese degli anni 30′, Emilie-Marie Bouchard (1874-1939), possedeva un giro vita estremamente sottile, arrivando allo stesso record della Granger, soli 33 cm.

Attualmente è la statunitense (Connecticut) Cathie Jung a detenere il primato (da vivente) della vita più sottile con 38,1cm di giro vita. Anche lei si è sottoposta ad anni di costrizioni nel corsetto, la cui deformazione permanente ha alterato la sua silhouette in modo irreversibile.

Quando si dice dare la vita, o meglio il giro vita, per la moda!


Redazione