Addio a Steve Jobs, il sognatore che ha cambiato il modo di immaginare il futuro.

La morte di Steve Jobs è una notizia che colpisce per l’effetto reale che porta con se, la mancanza di un genio creativo, di un visionario, di un artista dell’era digitale, e per l’onda virtuale che la sua dipartita ha suscitato tra i suoi fedeli, per i cultori della mela, per chi nelle creazioni fascinose prodotte dalla Apple si è identificato, personalizzandole e utilizzandole nel modo più individuale e collettivo possibile.

Dispiace molto la fine di un uomo, ritenuto imbattibile per il suo estro, che tale era. Pensate in quanti modi Jobs è entrato nelle vostre vite, modificando radicalmente il modo in cui voi vi relazionate, pensate, immaginate, condividete o semplicemente fruite intrattenimento.

Jobs ha cambiato il modo in cui  ascoltiamo la musica, leggiamo i giornali, scriviamo, fotografiamo e  realizziamo filmati; è entrato come un terremoto nel mondo dei supporti analogici, devastandoli in favore della portabilità e della riproducibilità online: ipod, ipad, iphone, imac…sono concetti e strumenti entrati a far parte del nostro vivere quotidiano; Jobs ha realizzato la convergenza multimediale in macchine dallo stile inconfondibile, generando un fenomeno di appartenenza al gruppo creativo che ha travalicato simbolo sociale.

Essere Apple, avere un iphone, un ipad, una applicazione personalizzata è diventata una esigenza sociale ancor più che tecnologica: stile, design e tendenza in un unico strumento.

Di Jobs, ormai icona rock del nostro tempo, rimarrà non solo l’immagine, non solo le creazioni ma l’idea, l’ispirazione, la curiosità generatrice. In principio era la battaglia di Jobs contro il mondo rigido e polveroso dei Personal Computer e della metafora delle finestre, nel presente la battaglia per la libertà di pensiero, di fruizione, di immaginare il proprio futuro.

Romina Toscano


Redazione