Paris Fashion Week. Il punto sulle collezioni ss 2012 di Jean Paul Gaultier, Yves Saint Laurent, Christian Dior e Balenciaga

Divertente e fuori dagli schemi Jean Paul Gaultier che ha voluto proporre un ritorno alle origini, sia nella scelta dello stile sia nella presentazione. Abiti gessati, da gangster in versione femminile, camicie oversize strette in vita, pantaloni sovrapposti, mix di colori e fantasie, abiti leggeri colorati e vaporosi richiamano gli stilemi della donna indiana.  Lingerie sensuali e accattivanti schiavizzano il pubblico già attonito dall’inusuale e stravagante presentazione in vecchio stile, con tanto di numero alla mano e presentazioni a voce.

Stefano Pilati per Yves Saint Laurent riporta in passerella l’allure della donna altolocata, borghese e altezzosa. Classe in capi rigorosamente bon ton. A fare da capolino è la giacca oversize, in diverse nuances e tagli, cinture etniche stringono i vestiti che lasciano scoperte le spalle, sia nelle giacche dei tailleur sia nelle tute a tinta unita.

Una delle maison più discusse degli ultimi tempi Christian Dior, il  cui designer, Bill Gayten, successore di Galliano,  ha avuto il pregio o il difetto di riportare la maison allo stile pregalliano, il vecchio stile Dior, facendo scomodare addirittura il direttore di Vogue Italia, Franca Sozzani, che chiede il ripristino di Galliano alla direzione del brand. Abiti monotonamente eleganti, chic, incentrati  sulla silhouette, linee geometriche e rigorosamente disegnate sul corpo della donna che viene inguainata da mini giacche strette in vita e gonne vaporose. Per la sera vince la trasparenza, abiti in organza e chiffon, merletti e frange che ricoprono a piccole dosi le morbide forme delle vesti.

Audace e avveniristica la proposta di Balenciaga, miniculotte dalle forme spigolose, abiti rigidi e geometrici in cui vince il color block, pieghe che ammorbidiscono le forme dei pantaloni a vita alta, giochi cromatici e fantasie patchwork rendono la donna di Nicolas Ghesquière misteriosa e bramosa di attenzioni anche sotto i grandi cappelli a falde larghe.

Simone Riccioli


Redazione