Mario Chiarella dall’alta moda romana a Milano con la sua collezione Black Swan

Mario Chiarella è un giovane stilista di alta moda originario di Giovinazzo (classe 1980), un diploma con lode come Stilista di Moda presso l’Istituto Callegari di Bari e un curriculum di tutto rispetto che tra premi e riconoscimenti lo porta direttamente a lavorare alla Maison Gattinoni. Sebbene giovane non ha paura di buttarsi con indipendenza nel mondo della moda debuttando quest’anno con una collezione di ispirazione cinematografica. I 10 capi realizzati dal giovane designer, infatti, si ispirano a The Black Swan, il film diretto da Darren Aronofsky con protagonista Natalie Portman.

Dopo una serie di incroci virtuali e qualche collaborazione anche con DModa, ho avuto l’occasione di conoscere di persona Mario e di vedere la collezione prima del suo debutto ufficiale a Milano durante la settimana della moda milanese. Nel dietro le quinte abbiamo chiacchierato un pò di lui, della collezione e della sua passione per la moda, una passione travolgente che Mario riesce a trasmettere con entusiasmo a chi ha la fortuna di poter chiacchierare con lui.

D. Da dove è nata la tua passione per la moda?
R. E’ lei che mi ha trovato. Ricordo di aver iniziato da piccolo, avrò avuto 5 o 6 anni quando ho cominciato a fare i primi schizzi e con i tovaglioli di carta li realizzavo, eppure nella mia famiglia non ci sono sarte nè stilisti.

D.Sei diplomato come stilista di moda all’istituto Callegari di Bari, da cui sei partito per partecipare ad una serie di concorsi il cui traguardo è stato un posto all’interno della maison Gattinoni. Ci racconti il tuo primo giorno in Maison?

R. E’ stata una emozione fortissima, bello soprattutto stare  nel cuore della maison, nella sartoria e vedere le premier cucire e modellare i capi sui manichini, sentire la passione nel realizzare i capi d’alta moda. Ho iniziato con uno stage, ma l’emozione più forte è stata quando, dopo solo due settimane, Mariotto mi disse: “ho visto i tuoi lavori. Domani passa nel mio ufficio: sarai il mio assistente per l’alta moda

D.Quando ti sei reso conto che era giunto il momento di creare il tuo brand?
R.Dopo sei anni passati da Gattinoni avevo voglia di cambiare, così, mentre valutavo altre collaborazioni, ho deciso di creare qualcosa di mio. Mi piaceva mostrare che oltre che disegnare su carta ero capace di modellare i capi su manichino, così come si fa nell’alta moda, creando dei pezzi unici.

foto di Ursu Bogdanel Ionut

D.Qual’è il momento fondamentale nella creazione della Collezione?
R.il momento fondamentale e’ la ricerca ,capire bene il tema che si vuole affrontareper dare vita aqalcosa d’ originale e emozionante

D. La tua ultima collezione è ispirata al film “Il Cigno Nero”. In questa collezione utilizzi il denim abinandolo agli abiti da sera, declinando capi classici in versioni Couture. Dieci pezzi caratterizzati da tagli di sbiego, denim ricamato e drappeggi realizzati a mano, che sono, così come una splendida etoile potrebbe fare, un susseguirsi di variazioni sul tema della leggerezza. Qual è la prima immagine da cui sei partito per creare la collezione?
R. Stavo guardano un riflesso allo specchio: l’immagine sembrava quasi aver voglia di uscire dallo specchio, sprigionano tutta la sua passione per la moda. Come un flash mi sono ricordato di una scena simile che avevo notato nel film “Il Cigno nero”, quel film mi è rimasto impresso per alcune scene, di cui ho apprezzato la fotografia. Da lì è partito tutto…

D. Quanti schizzi hai disegnato prima di arrivare ai 10 definitivi?
R.Per questi 10 capi ho deciso di non fare schizzi iniziali, ma di illustrarli solo dopo averli realizzati. Ho realizzato i capi tutti per caso: di notte mi mettevo davanti al manichino e tagliavo le stoffe modellandole facendomi guaidare dal mio istinto. Volovo che tutto fosse dinamico e leggero senza pensarci troppo.

D.Quante ore di lavoro spendi per realizzare un singolo capo della tua collezione?
R.Dipende dal capo. Spesso per cucirne uno impiego 3 o 4 giorni, per altri di più.

D.Qual è il pezzo, nella collezione Cigno Nero, che ti rappresenta di più? E quello più difficile da realizzare?
R.Sicuramente l’abito Cigno Bianco. Mi piace perchè a prima vista sembra leggero e fragile, se invece lo guardi attentamente scopri la sua forza: è realizzato in denim.
Lo stesso abito è, poi, quello che  mi ha portato via più tempo. Sono tutti volant tagliati a tagliovivo, modellati e cucito tutto a mano su manichino.

D.Qual’è il tessuto che ami di più?
R.I tessuti che amo in assoluto sono quelli naturali, non mi piace il sintetico. Amo la qualità.

D.Se domani ti offrissero la direzione creativa di una Maison, quale sceglieresti?
R.Il mio sogno nel cassetto sicuramente per una maison francese, le mie preferite sono ALEXANDER MCQUEEN, LAVIN, GIVENCHY

A cura di Romina Toscano


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