Mostra a Roma. Characters, di Bros e Cosimo Filippini

A cura di Fabrizio Pizzuto

Ritorna a Roma Bros tre anni dopo ARTE SENZA TEMPO, l’installazione nel chiostro cinquecentesco di Palazzetto Cenci, presso la galleria Edieuropa.

Il lavoro di Bros, artista milanese nato nel 1981, oscilla e si alterna tra l’installazione, la street art, il walldrawings e la performance, sempre mescolando critica della società, ironia e provocazione. Il doppio progetto che presenta la Galleria Edieuropa è stato sviluppato insieme a Cosimo Filippini, fotografo svizzero nato a Lugano nel 1979.

La caratterizzazione della persona colta nel suo trasformarsi in personaggio o in tipo, (meglio in tipologia) fa da sfondo a entrambi i lavori. L’esasperazione della “caratteristica” è quella che avvolge e deride tutti noi: lo spaesamento depersonalizzante del ruolo.

C’è di più. Le analisi si spostano sui modi e sui mondi dell’arte contemporanea stessa. Nel giorno dell’opening si apre con una performance-inaugurazione, corollario al lavoro installato. Secondo una lettura provocatoria e autoironica gli unici presenti all’apertura della loro mostra il 23 ottobre 2011 sono stati familiari degli artisti, dato che parte della performance di inaugurazione è stata la distribuzione di maschere che raffigurano questi parenti. Le maschere stesse sono opere.

L’esposizione in galleria mostra invece il risultato di una precedente performance, una satira critica-ironica che dipinge il vernissage come un avvenimento mondano e “salottiero”.

Talvolta i fruitori degli opening e delle gallerie “recitano” un ruolo che non gli appartiene, cercano forzatamente di sentirsi parte integrante dell’evento. Per la gratificazione del risultato si è disposti a tutto, mutando o variando perfino la stessa identità.

Bros servendosi di tessuti, legno, pvc, forex, plexiglass, e altri materiali aveva realizzato, abiti, accessori e oggetti.  Questi abiti sono dei costumi-opere, già indossati ed utilizzati da circa 36 interpreti. I personaggi sono stati poi fotografati da Cosimo Fillippini.

La foto e i lavori diventano un tutt’uno, gli stessi personaggi rappresentano un integrazione concettuale e ironica dei vestiti.

Si racconta e si indaga in questa mostra la psicologia dei “personaggi”. Si va dall’artista al gallerista, dal fotografo all’allestitore, dal collezionista al semplice visitatore. Il tutto visitato da altri caratterizzazioni, da fantomatici “parenti” degli artisti, anch’essi un falso di una probabile possibile realtà.

Commenta Fabrizio Pizzuto, curatore della mostra:

Il lavoro dello street artist Bros in galleria non è uguale al lavoro di Bros per strada. Tanto per cominciare non è un intervento trasformato in quadro. Così come il lavoro di Bros e Cosimo Filippini non è uguale al lavoro di Bros. Non si prescinde qui dal dato fotografico. Entrambe le novità vanno pensate ad un livello epistemologico più profondo. Il lavoro sui colori o sulla città si trasforma in lavoro sul mondo dell’arte “frequentato” da persone. In astratto sulle persone stesse: pretesto ma anche manipolazione, vittime, manipolati e caratteri più o meno recitati. Un problema aperto in scatole concentriche sul quale si spalma un velo di indovina chi. I tipi, le caratterizzazioni, le tipologie. Il dato reale testimoniato, fotografato, si lega al concetto parodiato a  livello di pensiero.

Realtà e colore testimoniano il dato sensibile su cui si interviene. Sottolineano, ovvero, che si sta “intervenendo” su un dato sensibile (e non astratto). Il dato si ingrossa come parodia, appunto, di se stesso, si trasforma in tassello di un puzzle. Il puzzle si amalgama per tema, diventa serie, griglia. Serie di griglie. I tipi “parodia” significano “canto alla maniera di”.  Indossano vestiti o accessori che li esasperano e superano, quasi direi li trascendono.

Non si tratta di essere ma di apparire, o meglio di essere “caratteristiche”, elementi segnaletici, semiotica di se stessi, grossolano mostrarsi.

Il punto nodale vero però è la mostra stessa.

Nella mostra Characters il lavoro sul falso e sul verosimile, in definitiva, strizza l’occhio alla parodia intesa come “cantare alla maniera di qualcos’altro”. E questo qualcos’altro è la realtà dell’inaugurazione stessa.

Voto alla mostra: 8

Fino all’11 novembre 2011

Galleria Edieuropa – QUI arte contemporanea, Piazza Cenci , 56 – 00186 Roma

orario di apertura 11:00-19:00. chiuso lunedì e festivi


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