Quando fare la Modella è un piacere. Intervista a Tanya Gervasi

Se immaginate il mondo delle modelle “tradizionali”, vi verrebbe in mente tanto allenamento, vita sregolata, dieta ferrea e vari altri clichè. Invece la storia che vi racconto in questa intervista è quella di Tanya Gervasi. Una Top Model, che ha fatto del suo fisico morbudo e prorompente una carta vincente. Nata a Mosca nel 1988 e trasferita in Italia all’età di cinque anni, figlia di una modella russa e di un imprenditore italiano, all’età di tredici anni entra nel mondo della moda con i primi scatti. Compare su Vogue Italia, su altre riviste nazionali e in alcune campagne pubblicitarie. Dopo l’adolescenza si ritrova una donna dalle forme morbide e meravigliose, non conformi all’apparenza canonica delle modelle. Da qui, la porta verso un mondo parallelo, quello delle modelle ’plus size’, che le regala una vita ’normale’ senza condizionamenti.

Madre Bielorussa e papà siciliano. Cosa hai ereditato da tua madre? E della Sicilia cosa ti porti dietro?

Un mix. Ho valori solidi che entrambi i miei genitori hanno saputo trasmettermi, credo nella famiglia e nell’amore. A dire il vero in me non c’è solo la Bielorussia o la Sicilia, ma c’è un po’ di tutti i posti che ho visitato.

Sei entrata nel mondo della moda all’età di 13 anni. Qual’è stato il primo servizio fotografico?

Ricordo benissimo!!! Ho scattato la campagna nazionale della ONYX. È stato strano vedermi per la prima volta sui cartelloni giganteschi in tutte le città italiane.

Dopo la moda tradizionale, arriva l’ingresso nel mondo parallelo delle taglie comode. Quando hai capito che la moda taglia 38 non faceva per te?

Semplice, quando non entravo più nei campionari durante i servizi fotografici. L’ultimo servizio fotografico ricordo è stato per un giornale: eravamo due modelle. Io ho avuto un solo scatto poiché entravo solo in un vestito!!!

Oltre al lavoro, una laurea all’Università di Scienze Gastronomiche di Torino, a cui si aggiunge un corso di Maigret & Magritte di improvvisazione teatrale sempre a Torino. Quanto ha influito questa formazione nella cura e nella rappresentazione di te? E nel rapporto col tuo corpo?

La scuola di improvvisazione teatrale mi ha aiutato nella timidezza e soprattutto ho scoperto l’autoironia: ridere di se stessi è assai divertente. Quest’esperienza mi ha aiutato a capire quanto sia difficile avere il controllo del proprio corpo e delle proprie emozioni, ci vuole molta disciplina.

Quest’anno in molti hanno promosso una battaglia contro l’anoressia nella moda, tra cui il Direttore di Vogue Italia, Franca Sozzani. C’è un rapporto diretto tra moda, corpo e anoressia? Cosa può fare la moda per modificare questa relazione?

Non mi sento di parlare di anoressia poiché ne so davvero troppo poco a riguardo. La moda offre dei modelli di bellezza, detta dei canoni… l’ha sempre fatto e sempre lo farà. Non posso incolpare unicamente la moda, ci sono troppi fattori che spesso non stanno solamente fuori di casa. A parere mio, l’educazione deve iniziare entro le mura domestiche, è lì che si apprendono le tecniche per poi “sopravvivere” all’esterno.

La cover di Giugno di Vogue Italia, firmata da Steven Meisel, è stata dedicata alla Moda Curvy. Cosa pensi di questo servizio? Cosa ti piace? Cosa invece non ti piace?

L’ho trovato interessante. Una grande svolta. Le mie amiche Robyn lawley e Candice Huffine sono semplicemente strepitose. “Belle vere” non so quanto sia però un titolo giusto. Io sono contro la battaglia delle magre contro le grasse, e definire le donne in carne “belle vere” implica che le magre non lo sono. Belle si è, secondo me, qualora si è coerenti con se stesse e con il proprio corpo… se si è magre naturalmente va benissimo, se si è in carne naturalmente va benissimo uguale.

L’edizione di Luglio di AltaRoma ti ha visto sulla passerella perla Maison Gattinoni. Sempre nella stessa edizione è stato presentato il libro “Curvy. Il lato Glamour delle Rotondità” di Daniela Fedi e Lucia Serlenga. Anche l’altamoda è a portata di curve?

Il libro l’ho letto e lo trovo molto carino e ironico. Ringrazio Daniela e Lucia per avermi dedicato una pagina.
Sfilare per Gattinoni è stata un’esperienza meravigliosa! Lo stilista Mariotto ha disegnato l’abito apposta per me, perfetto per il mio corpo. Che taglia era? Non ne ho idea, e non mi interessa perché qualunque taglia fosse io mi sono sentita uno schianto. L’altamoda è a portata di donna! Bisogna tornare all’idea che è l’abito a doversi adattare al corpo della donna e non la donna a doversi adattare all’abito. È un concetto importante. Questa sfilata è stata anche questo.

El Pais Magazine (nov 2012) ph Alfonso Ohnur

Qual è lo stilista che apprezzi di più?

Domanda non facile!!! Non saprei. Non ne ho uno in particolare. So che sembra assurdo ma non seguo la moda e le tendenze. Tra tutti però se devo dire apprezzo Coco Chanel, come donna.

Alcuni giornalisti ti hanno definita “Slow Model” dato che sei la prima e unica modella a studiare gastronomia e a seguire la filosofia Slow Food. Qual è secondo te la giusta definizione per una modella come te?

Credo la più azzeccata sia quella di “modella pro eco-sostenibilità”. Mi spiego: ho rinunciato alla macchina e in città giro o a piedi o in bici, mangio biologico e  frutta&verdura SOLO di stagione (cerco di andare sempre a fare la spesa al mercato dai contadini), sono contro le multinazionali e prediligo i negozi equosolidali. Purtroppo è difficile mangiare come prediligerei avendo uno stile di vita come il mio, sempre in movimento, sempre in viaggio, raramente a casa. Sto cercando delle soluzioni ma il più delle volte entro in paranoia, mi capita spesso di saltare un pasto perché il cibo che trovo in giro mi fa letteralmente schifo. Paradossalmente siamo così pieni di cibo, ovunque ti giri vendono qualcosa da mangiare, eppure non abbiamo una grande scelta!

Ancora qualche definizione. Sweet size, slow model, taglie comode, plus size…tante, forse troppe definizioni. Ma è davvero essenziale, secondo te, distinguere due mondi nella moda? La moda “tradizionale” e  il “fashion plus size”?

Non sono d’accordo con questa divisione così netta per diversi motivi. Il primo è perché se la moda tradizionale va dalla taglia 36 alla taglia 40 e la moda plus size va dalla 46 alla 50, vengono tagliate fuori le ragazze di mezzo. Secondo la vedo come l’ennesimo modo per dividere le donne già tanto divise fra loro. Questa divisione ha messo da una parte le magre e dall’altra le “grasse” (o curvy, come le volete chiamare), ognuna rivendica il fatto di essere una vera donna. La moda detta dei canoni così rigidi che faccio fatica a vederli come sinonimi di bellezza. La bellezza va al di là dei numeri, ed è un po’ come il concetto di amore: ognuno ama a suo modo, così come ognuno è bello a suo modo con pregi e difetti che rendono l’essere unico.

Parliamo un pò di Tanya Gervasi nella vita di ogni giorno. Qual’è la tua icona di stile?

La mia mamma! Ha buon gusto e apprezzo la sua sincerità. Quando esco con lei non ho bisogno di specchi perché faccio in modo che lo siano i suoi occhi. Il suo stile è più classico anni ’50, io sono un po’ più sportiva ma grazie a lei riesco a mixare il mio stile street con quello più “alto” in certe occasioni.

A quale capo non rinunci?

Maglie over che metto sopra collant coprenti!!!!

Cosa indossa Tanya per essere sensuale?
Il completino intimo in pizzo mi fa sentire molto femminile.

E per stare comoda?
Solitamente la tuta di Victoria’s Secret.

Il cibo è condivisione. Cosa prepara Tanya per gli amici a cena?

Questo weekend avrò amici a cena infatti… il menù prevede la ratatouille con bistecca ai ferri per i ragazzi e hamburger di tofu&seitan per me e la mia amica. Di solito però per gli amici cucino zuppe o creme. Dipende dalla stagione!!!!

Quale piatto ti piace di più cucinare?
Pur non amando tanto la pasta è quella che mi diverte di più fare perché sbizzarrisco la mia fantasia nel fare il sugo adatto al tipo di pasta che scelgo.

Ci dai una ricetta veloce, leggera e gustosa?
Veloce Leggera e Gustosa… Propongo la Ratatouille che farò questo weekend:


Ingredienti (le dosi sono da adattare alla quantità di persone che avrete a cena):
- patate
- carote

- cipolla
- zucchina
- peperone giallo
- taccole
- melanzana

Preparazione:
1. Tagliare la melanzana e rondelle spesse. Metterla su un piatto e fare uno strato di sale grosso e uno di melanzane e così via. Metterci un peso sopra e lasciare per 20 minuti circa affinché perdano l’acqua.
2. Intanto tagliare le carote a rondelline; tritare con il coltello la cipolla; e tagliare le patate in pezzi non troppo grossi. Tagliare anche il peperone a pezzetti più grossi; la zucchina a rondelle spesse divise in 4; e infine tagliare le taccole a pezzettini.
4. Sciacquare le melanzane sotto l’acqua fredda e togliere il sale in rimasto sulla superficie. Tagliarle a cubetti.
3. Poi, io cuocio tutto separatamente a fuoco alto finché non sono croccanti tutte le verdure e infine metto tutto insieme a cuocere così i sapori si fondono.
N.B. sta a voi tagliare le verdure secondo la forma che più vi piace. La bellezza di questo piatto sta nei colori e nelle diverse forme di verdura :-)

A cura di Romina Toscano


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