Ai-Du e la cultura cosmopolita applicata alla moda

Ci sono vari approcci alla moda che rendono differente e originale una collezione. Sicuramente quello proposto da Francesca Fontanella, designer del brand Ai-Du è personale e cosmopolita. L’Abbiamo incontrata all’Happy Sunday Market di Roma qualche settimana fa.
Nata a roma, classe 1982,  una laurea in Scienze storiche del Territorio e per la Cooperazione Internazionale e una successiva specializzazione nella moda, all’Accademia Koefia,  dove ha conseguito il diploma a  luglio di quest’anno.
Un arrivo maturo nel campo del fashion frutto di un approccio multisociale e poliesperenziale, che è un pò la caratteristica di questa designer romana.
“Dopo il primo anno di accademia sentivo il bisogno di fare una esperienza diretta sul campo e ho deciso per questo di fare uno stage fuori dal contesto italiano, collaborando con STRADIVARIUS, del gruppo INDITEX, a Barcellona, dove mi sono messa in gioco come disegnatrice nel dipartimento di giacche e cappotti. Alla fine dei tre mesi ho ricevuto una proposta di lavoro dal gruppo, ma volevo terminare gli studi in accademia così sono tornata a Roma. E’ stato uno stage che mi ha formato tantissimo e che mi ha permesso di capire anche le dinamiche di un’azienda di tale grandezza, ma allo stesso tempo mi sono sentita repressa a livello creativo, perchè nell’ideazione dei capi si seguono le tendenze ma non si “fanno” tendenze”.
Il retrogusto cosmopolita che la accompagna lo si percepisce dal modo in cui racconta i suoi viaggi, mai brevi, ma finalizzati ad assorbire la linfa vitale del posto, gli odori, i sapori, le peculiarità intime che poi riflette nel suo estro creativo. “Nella mia vita fortunatamente ho viaggiato molto ed in tutto il mondo… a vent’anni a Granada sono stata per un anno, imparando lo spagnolo, che mi ha consentito di fare lo stage di cui ti parlavo prima. Sono stata 5 mesi a Città del Capo dove sono entrata in contatto con una moda molto interessante e in fermento. Appena laureata sono stata 2 mesi a New York, il mondo in una città, dal punto di vista artistico estremamente ricca. L’anno scorso sono stata un mese in Giappone. Lì la moda è espressa diversamente da noi, lì ho acquistato anche alcuni tessuti che sono presenti nella mia collezione”.
Francesca è attratta da qualsiasi forma artistica, dalle mostre alla fotografia, dal cinema alla pittura ai mobili che restaura da sola. “ovviamente non in modo professianale! (ride n.d.r.)”. “Ho sempre vissuto la moda come espressione artistica” ci dice “Non mi  è mai piaciuto possedere cose che hanno anche gli altri, ma sempre cose che trasmettevano qualcosa per me al di fuori dei dettami moda. Non ho mai posseduto, ad esempio, la classica borsa Luis Vuitton o di altre case giusto per sfoggiare la marca…ho sempre ammirato altro tipo di creazioni”.
Il suo stile, infatti, riflette l’influenza dei volti “nuovi” della moda, dei creativi che con il logo gusto sperimentale e innovativo hanno saputo dare alla moda il sapore nuovo che sul finire del secolo era andato perduto.
Francesca preferisce le creazioni “di Galliano ed ultimamente di Frida Giannini perchè trovo molto interessante l’accostamento atipico dei colori.  Per me il colore è fondamentale oltre, ovviamente, alla modellistica. Per il mio marchio sto puntando all’accostamento di tessuti insoliti ed all’uso di colori inusuali”.
Della sua collezione, che ci ha presentato, ci sono piaciuti i materiali. “Ho dato spazio a tessuti molto leggeri ,come sete chiffon dai toni pastello e dai colori fluo, per accostare un tessuto classico a colori insoliti. Presenti anche velluti – sempre di colori accesi e pastello insieme. Nella modellistica si notano dei cenni revival anni 40, nella camicia con fiocco, rieditata con tessuti e colori assolutamente contemporanei: chiffon dai colori fluo, pois dorati, e tessuti a rete; i pantaloncini nel classico velluto ma dai colori brillanti e dal modello retrò a vita molto alta e molto corti”.
Tra i capi disegnati dalla giovane designer spiccano camicie basic lunghe oltre il bacino dall’orlo sagomato, asimmetriche e più lunghe dietro. Minigonne in velluto, o pelliccia sintetica bianca, in tessuto trapuntato e gonne lunghe con orlo dalla circonferenza molto ampia in seta,  dall’effetto glamour mettibili ogni giorno.
Ogni accostamento è un lavoro ragionato sugli opposti, materici o cromatici.
“L’ispirazione viene sempre dai colori che mi colpiscono, per me quando un colore è bello sta benissimo anche con altri colori insoliti, come il giallo fluo con il celeste pastello. I capi vengono pensati, disegnati da me, faccio io i cartamodelli e spesso anche la confezione”
Insomma questa  collezione “Ai-Du First Edit” a noi piace…e a voi?

Redazione