Una collezione nata dagli aneddoti popolari napoletani. Albachiara Gatto

Non è facile farmi strabuzzare gli occhi, ma quando ho visto per la prima volta le sue creazioni non ne ho potuto fare a meno. Fascinose, inquietanti eppure estremamente estetizzanti. Il total white, inoltre, sintetizza perfettamente il gusto per il recupero della tradizione artigianale della ceramica e la sperimentazione artistica della giovane designer. Una collezione che vi mostro in anteprima per DModa.

Albachiara Gatto, 26 anni napoletana, attinge a piene mani alla sua tradizione, reinterpretandola con sapore moderno, fondendo moda e artigianalità. La sua propensione verso questi aspetti della tradizione nasce spontaneamente e si fonde con la moda, provenendo da una famiglia di artigiani e esponenti del teatro di burattini napoletano, le Guarattelle.

La prima produzione “Collezione Napoletana #1″, è il frutto di questa sintesi stilistica, rifacendosi ad antichi e vecchi valori della tradizione, abbinati ad un design d’avanguardia.

A Napoli tutto è segno.
Il presente si confonde con il passato, la tradizione con la modernità, il sacro con il profano.

E’ così che a questo pensiero si associano l’idea del gioco del Lotto, della continua corrispondenza tra la realtà e i novanta numeri del sacro libro della Smorfia. O al culto delle “Capuzzelle”, delle “Anime abbandonate”, i resti umani, ossa e teschi che popolano le chiese, le grotte-ossario del centro storico della città, o il Cimitero delle Fontanelle. Il devoto, una volta trovato il proprio cranio, inizia il rituale dell’adozione. Queste anime diventano dei veri e propri santi, a cui si chiedono favori e grazie in cambio di cure e preghiere verso la “Capuzzella”.

Oppure, ancora, simboli sportivi diventati mito. A Napoli Maradona è un nuovo “santo”, paragonato per devozione un San Gennaro. Così che nel 1987, quando l’amata squadra di calcio vinse lo scudetto, Maradona fu portato dai tifosi nel barocco pantheon partenopeo, dove la sua immagine si trasformò non solo un ex voto, ma, soprattutto una figura tutelare dell’immaginario napoletano.

Le icone dell’immaginario culturale tradizionale sono, quindi, reinterpretate, creano una nuova concezione del gioiello: anelli con la faccia di Maradona e delle famose Capozzelle, Ciondoli con cuori sacri, maccheroni, teschi e ossa sempre affiancati dai numeri corrispondenti della Smorfia. Collari con fregi d’ispirazione barocca che si fondono con le ossa delle “Anime abbandonate”.

Linee pulite, ceramica, palette rigorosamente binaria nel bianco e nero, plasmano forme in cui semplicità e barocco, tradizione e modernità convivono. Il tutto nel rispetto dell’artigianalità, con l’orgoglio di essere rigorosamente Made in Italy.

 di Romina Toscano

  Note

Dopo gli studi artistici nella sua terra di origine, si iscrive al corso di Fashion and Textile della NABA (Nuova Accademia di Belle Arti a Milano). Collabora  con diverse riviste di settore di cui cura i tableaux tendenze di accessori, con la Camera Nazionale della Moda come supporto ai giovani talenti selezionati nei concorsi “Fashion Incubator”, con il Comitato Moda Italia nell’ambito della ricerca tessile e con l’ANCI (associazione nazionale calzaturifici italiani) nell’ambito della ricerca tendenze. Dopo un breve periodo a Londra, è stata consulente creativo per alcuni luxuty brand. A settembre di quest’anno nasce il marchio Albachiara Gatto, con la collezione di gioielli in ceramica “Collezione Napoletana”, un connubio di tradizione e design d’avanguardia.


Redazione