Moda e innovazione: il Virtual Museum by Valentino

Il mondo della moda in continua evoluzione non può di certo non essere al passo con i tempi anche in campo tecnologico. Presso il Museo d’arte Moderna di New York è stata presentata una delle innovazioni più alternative per la moda: il Museo 3D by Valentino.  Si tratta di una dimensione interattiva per entrare in contatto e fruire dei migliori capolavori dello stilista del rosso per eccellenza.

Curato e ideato da Giammetti, il progetto è nato poco più di due anni fa ed è stato realizzato da Novacom Associes, in collaborazione con Kinmonth-Monfreda Design Project e con il sostegno di Valentino S.p.A. Il museo in 3D si propone come un luogo in cui potersi muovere liberamente, offrendo l’esperienza di una vera e propria esplorazione in una realtà virtuale.


Il percorso libero dell’esposizione permette al visitatore virtuale di entrare a conoscenza non solo dei cinquanta anni di lavoro di Valentino, ma delle sue diverse fonti ispiratrici, delle sue muse e degli iter della storia della moda.

Lo stesso stilista, in occasione della presentazione del progetto, ha affermato: “Lo vedo come parte della mia eredità. Sono felice che migliaia di studenti, giovani stilisti ed esponenti del mondo della moda possano osservare e studiare il mio lavoro in tutti i suoi aspetti, e in maniera facile e accessibile alle giovani generazioni. Ma è anche importante ricordare cose del passato, esaminare la moda che ha plasmato la nostra vita. Adoro trascorrere il tempo nel Museo”

Il Virtual Museum si presenta sottoforma di programma compatibile sia per il sistema operativo Windows che per Mac e consta di una superficie di 1000 mq con a disposizione trecento abiti di alta moda, visualizzabili da ogni prospettiva, con descrizioni e informazioni. Inoltre, il programma verrà periodicamente aggiornato per ampliare le documentazioni già presenti o inserirne di nuove.

Valentino avrà pure gettato via la matita ma continua sempre a stupirci, aiutando anche la moda a guardare verso nuovi orizzonti, nuove ideologie di fruizione, nuove passerelle tridimensionali visibili al pubblico comodamente da casa.

Simone Riccioli


Redazione DModa