Contemporaneità e freschezza per la collezione ALBERTO ANNIBALI FW 2012-13

Contemporaneità e freschezza, questi punti cardine della collezione ALBERTO ANNIBALI fall winter 2012-13.

Ispirazione glamour dei primi anni ’80 per la collezione del giovane designer, che parte da abiti in crèpe de chine  morbidi e fluidi che erano in tutti gli armadi delle donne  eleganti.

La silouette è morbida, rilassata, con la vita segnata da arricciature e drappeggi o da cinture appositamente disegnate e realizzate nello stesso materiale dell’abito o in nappa. Gonne al ginocchio lasciano immaginare una donna che non perde tempo a  prepararsi, ma che si veste e corre via ad un appuntamento, schivando un paparazzo, entrando in un taxi o uscendo da un locale alla moda.

ALBERTO ANNIBALI ha voluto realizzare una no season collection, da indossare in qualsiasi momento dell’anno.

La palette colori è composta da tonalità decise e nitide come il ruggine, il mattone, il caramello, il viola, il blu oltremare, il turchese, il giallo e, ovviamente, il bianco e il nero, usati  questi ultimi come base neutra  o per velare con lo  chiffon i colori pieni e grafici.

La manifattura della collezione è rigorosamente Made in Italy.

Da questa stagione inoltre grazie alla collaborazione con l’artista Ceca, Svetlana Kuliskova, che ha sviluppato una sua personale tecnica di lavorazione del tessuto, ARAKNE NON WOVEN®, la collezione ALBERTO ANNIBALI  si arricchisce di un nuovo materiale studiato in collaborazione con l’artista,  per la prima volta accoppiando il crèpe de chine e lo chiffon .

Questo tessuto è sempre diverso in ogni suo centimetro, creando effetti unici su ogni capo con una mano corposa, ma leggera allo stesso tempo e, grazie alla speciale agugliatura  eseguita con fili di nylon, ha una particolare lucentezza e texture nuove nel loro genere.

ALBERTO ANNIBALI lo ha utilizzato includendo la cimosa dove si nota l’accoppiamento dei due tessuti, creando un effetto stampa-non stampa.

 

 Per saperne di più:

* LA STORIA DI ARAKNE NON WOVEN®

Alcuni tra gli artisti cecoslovacchi piu importanti degli anni sessanta si riunirono in una delle fabbriche tessili di Brno e fu loro concesso lo spazio per creare…Fu così che all’interno di quella struttura industriale  venne fondato l’atelier artistico Art Domus.

Grande era il contrasto tra la produzione seriale di stoffe e le creazioni originali degli artisti. Per non parlare del contrasto tra l’edificio dell’800, ormai quasi a pezzi, e la bellezza che si produceva in quello spazio fatiscente.

 Solo pochissimi artisti sono rimasti fedeli a quella tecnica, dopo l’abbattimento quasi totale di quello spazio. Nel luogo dove sorgeva la fabbrica c’è ora un supermercato, ma tra i pochi artisti che proseguono in quest’ arte c’è Svetlana Kuliskova, alla quale questa tecnica è stata tramandata dalla madre.

 


Redazione