Incontro con Michela Zio al White di Milano

Incontro Michela Zio al White di Milano, bella, solare e, nonostante la febbrile attività della rassegna, disponibile come sempre. “Sono qui come consulente per la comunicazione” afferma la giornalista “L’appuntamento con White è per me molto importante, è la vera vetrina internazionale per i giovani e per i marchi indipendenti. Sui quali i buyers puntano per trovare cose nuove e meno costose da mescolare alle collezioni delle griffes più famose. Lo dimostrano i numeri di questa edizione: la crescita dell’affluenza dei compratori stranieri è stata del 25% e degli italiani del 5% rispetto all’edizione di gennaio 2011”.

Michela ha alle spalle un curriculum di tutto rispetto: giornalista professionista, ha iniziato alla fine degli anni settanta lavorando come redattrice presso emittenti regionali e networks radiofonici per poi passare negli anni ottanta a collaborare per RAI 3 e Canale 5. Nel 2008 la troviamo come autrice dei programmi “Botteghe di Moda” e “Uno Mattina” per Rai Uno. In contemporanea svolge una durevole e fruttuosa attività di consulente di moda, dirigendo vari uffici stampa: da quello della Camera Nazionale della Moda Italiana a quello di Diego della Valle o di Emanuel Ungaro. Dopo un periodo di collaborazioni giornalistiche con La Stampa, il Corriere Economia e MF Fashion, scrive ora per Affari & Finanza del quotidiano La Repubblica.

Il mio interesse verte però, in particolare, sulla sua attività di scrittrice. Nel 2008 è infatti uscito il suo primo libro “Fatto per te” una guida sugli artigiani della moda maschile (ed. ICE) al quale è seguito nel 2010 “In vetrina” edito da Fausto Lupetti che raccoglie la storia di venti negozi top italiani e nel 2011 è stata la volta di  “Parole di Moda” scritto a quattro mani con Monica Camozzi per Hoepli. La sua ultima fatica si intitola invece “Racconti in vetrina” in un certo senso il seguito del volume pubblicato nel 2010.

Come nasce questo libro?

“Galeotto fu un bagno nel mare del Salento. Immersa nel placido mare di Gallipoli nelle vacanze d’agosto 2008 un’amica londinese mi presenta Tonino Asselta, un buyer di Bari che, tra una barzelletta sulle escort e quattro, innocui pettegolezzi sul fashion system mi racconta, snocciolando aneddoti al limite della censura, la sua storia di ex seminarista in fuga verso il nord. Da quel momento il tarlo: “Prima o poi la scrivo”. Al mio ritorno a Milano ne parlo a Livia Gregoretti che, per lavoro (vende collezioni di abiti ai più esclusivi negozi del mondo da trent’anni o poco meno) conosce vita, morte e miracoli di tutti i buyers italiani. Mi convince sui miracoli di gente che ha cominciato dal nulla, che si è inventata un mestiere complicato e faticoso e che oggi vive da protagonista nelle insegne delle più sfavillanti vetrine del Belpaese. Ho cercato di raccontare, con alterne fortune, storie esemplari di vita e di moda, specchio di una società che cambia e si evolve nei piccoli quartieri di provincia, come nelle più blasonate strade della moda delle grandi città; in una visione d’insieme politically correct non sempre recepita. L’ultimo capitolo è affidato alle sole immagini delle boutique Sugar del numero uno, Beppe Angiolini, presidente della Camera dei buyers. Che ringrazio, insieme a quanti hanno collaborato con me senza sentirsi alla destra del Padre”.

Il libro pubblicato da Dodiciedizioni col design di Fausto Lupetti è scritto in modo coinvolgente e ha la capacità di far rivivere, nel racconto dei protagonisti,  una della facce meno conosciute del made in Italy cioè quello della distribuzione. Sì, perchè se in Italia, al contrario del resto d’Europa, c’è un gap piccolissimo tra abito prodotto e abito indossato, è anche grazie a questi buyers che innanzi tutto sono stati capaci di portare la grande produzione nazionale ed internazionale del prêt-à porter nei loro negozi e che hanno  quindi saputo consigliarla alla loro clientela. Anche la veste grafica di “Racconti in vetrina”è molto appetibile, con immagini belle e di impatto e la copertina “in movimento” che suggerisce dinamicità e gioia di vivere.

“Pensa che è nata alle 2 di notte dopo una, puoi ben immaginare, lunghissima giornata di lavoro!” afferma Michela.

Personalmente trovo che sia un libro che parla di lavoro e successo ma che parla spesso anche di robusti rapporti familiari, il tutto viene poi descritto con grande cuore, insomma un libro che ti rispecchia pienamente!

“Di intervista in intervista mi sono presa un’autentica cotta…per Ninetta, la cagnolina delle sorelle Zalla, titolari della boutique Le Noir. E’ una tibetan spanier dolcissima che batte le…zampine su comando. E dall’amore per Ninetta è nata un’amicizia vera con Carla e Tosca Zalla!”.

Finisco domandantoti quali sono i tuoi futuri progetti editoriali?

“Ora sto scrivendo una guida alle profumerie artistiche italiane, un manuale di marketing della moda e il terzo volume di racconti in vetrina, con altre 20 storie”.

E Michela se ne va, sempre deliziosamente indaffarata.

di Paola De Groot Testoni


Redazione