AltaRoma. Largo ai Giovani. Marta Ferri, To Long-Nam e Silvina Maestro

I giovani portano una ventata di novità e freschezza sulle passerelle capitoline. Modernità e sperimentazione necessaria per una manifestazione che vede nei grandi nomi non più le colonne portanti dell’alta moda italiana. Largo, dunque, al concettualismo bicromatico dell’uruguaiana Silvina Maestro, guest designer della manifestazione, a Marta Ferri che utilizza tessuti di tappezzeria per creare line semplici dal fascino retrò, e all’architettonico To long-Nam con le sue chic biker.

Silvina Maestro non adotta sfumature nella sua scelta stilistica, bianco e nero per la palette di colori, nude look le soluzioni, forse non proprio coerenti con l’approccio costruttivo della collezione. Netti e decisi i tagli in alcune espressioni (dall’abito lungo monocromatico, al soprabito con spalle ad ali che giocano sulle line nette e decise e su volumi geometrici puliti), morbidi e drappeggiati in altre come le giacche farsetto riminiscenza seicentesca arricchite da fiocchetti.

Forse le premesse e le presentazioni della designer ( che ha studiato moda alla prestigiosa Saint Martin School di Londra per poi collaborare direttamente con Givenchy a Parigi – come assistente di Riccardo Tisci – e con Alexander McQueen) avevano fatto presagire una presentazione più matura e coerente. Resta, in ogni caso, una ottima elaborazione stilistica in attesa della prossima fatica.

 

La collezione prêt-à-porter Marta Ferri AI 2012 è caratterizzata dalla varietà stessa degli elementi, un melting pot di concetti e suggestioni l cui ispirazione nasce dai tessuti stessi, grandi protagonisti del processo creativo. Come ormai da tradizione, il punto di partenza sono le stoffe d’arredamento da cui derivano gran parte degli abbinamenti.

Tessuti Fortuny,pizzi dal sapore antico, velluti stretch e affascinanti ecopellicce si mescolano creando abiti tanto classici quanto innovativi, semplici nel taglio ma speciali nel dettaglio.La ricerca è stata un processo fluido ed organico in cui i materiali si sono affiancati con spontanea naturalezza.

La collezione è preziosa ma snella, sorprendente nella sua estrema semplicità formale.

Chiude la prima due giorni dei giovani To Long-Nam, il cui stile architettonico nelle giacche e la facilità degli outfit proposti senza cercare lo spettacolo, ma la vestibilità e il confort, ci colpisce, come già successo la scorsa stagione durante Who is on next.

La moda, si sa,  è anche portabilità, eleganza e coerenza, e il giovane vietnamita di nascita,  che ha studiato fashion design a Berlino e che attualmente vive a Parigi, ha attinto a tutt le sue esperienze per proporre uno stile raffinato, elegante e moderno.

sfilate (ph. Raffaele Soccio / Luca Sorrentino)

Backstage e people (ph. Ciro Meggiolaro/Allucinazione)


Redazione