Tra Flowers e Fashion si conclude la settimana della moda di Amsterdam

Dopo la giornata di apertura con le sfilate di Sjaak Hullekes e Bas Kosters, già descritte in un altro articolo in questo magazine, la seconda giornata dell’Amsterdam Fashion Week (AFW) ha continuato nel segno dei giovani. Talentuosi stilisti hanno mostrato le loro creazioni ad un pubblico attento ed entusiasta, tra i vari si è fatta notare Winde Rienstra con le sue creazioni estremamente concettuali ed architettoniche, abiti origami con scarpe di legno grezzo sulle quali le modelle avanzavano con passo da geisha. Il terzo giorno è stata la volta della Green Fashion Competition alla quale ha dato lustro la presenza della principessa Maxima e la vincita di un totale di 40.000 euro da parte di Carry Parry e Studio Jux.

Custo Barcelona

Custo Barcelona

Custo Barcelona

Custo Barcelona

A loro infatti sono andati i due premi, rispettivamente categorie giovani e seniors, della competizione internazionale che ha il fine di sensibilizzare alla sostenibilità ambientale il mondo della moda. La serata è finita in un’atmosfera medievale, dove, fra spade e armature si è potuto assistere alla sfilata di moda maschile di Cast Iron. Il sabato è iniziato con la variopinta passerella di Custo Barcelona; David Dalmau, Product Director dell’azienda catalana presente in Italia ormai da docici anni, mi conferma la sua soddisfazione per essere ritornati sul mercato olandese dopo alcuni anni di assenza. Innovativa, soprattutto nei materiali, la collezione di Tony Cohen.

Tony Cohen

Tony Cohen

Tony Cohen

Tony Cohen

Tony Cohen

Tony Cohen

La sua donna estremamente allungata indossa veli, manicotti di pelliccia e morbide stoffe totalmente e incrdibilmente artificiali. Si tratta di “man-made fibre”, un tessuto innovativo prodotto dal concern olandese DSM che ha rivoluzionato il mercato offrendo una duttilità straordinaria ai capi di vestiario. Cohen ne approfitta per disegnare magie avvolgenti in splendidi colori, molto lontani dai pregiudizi legati all’uso di materiali artificiali. La giornata si chiude con la giovane e spigliata street-fashion di Gestuz.

gestuz

gestuz

Addirittura cinque le sfilate presentate l’ultimo giorno: domenica 29 gennaio si apre con la donna viaggiatrice e dandy di Erny van Rijmersdal, una donna sicura di sè che compie viaggi nel tempo e nello spazio, indossa giacche vittoriane e cappelli piumati, gonne ampie che nascondono pantaloni per la caccia alla volpe. Quindi le linee semplici e pulite di Jan Boelo: di concezione innovativa, i suoi abiti convincono al cento per cento nonostante la giovane età dello stilista che si è diplomato solo due anni fa.

Jan Boelo:

Jan Boelo:

Talmente convincente da coinvolgere nella sua avventura REDKEN 5th Avenue una delle più importanti aziende del settore. Aylin Caliskan, senior product manager, ci rivela che la sfilata di Boelo è stata inserita come happening all’interno della presentazione di Chromatics il nuovo prodotto che REDKEN sta lanciando in questi giorni sul mercato olandese.

Monique Collignon

Monique Collignon

Monique Collignon

Monique Collignon

Dopo l’evocativa collezione estate della veterana Monique Collignon, con i suoi voiles tra il pastello e il fluo e i suoi logo tatuati direttamente sulla pelle delle modelle, si è arrivati al gran finale. L’iconico flower designer Pim van den Akken ci accoglie nel suo mondo fiorito: non pago di aver creato un decoro usando un tripudio di orchidee (il tipo Wanda: enormi, stupende ed importate espressamente dalla Tailandia da ANCO) ha creato dei separietti facenso sfilare alcune sue modelle vestite di erba, scorze d’albero, fiori e licheni.

Said Mahrouf

Said Mahrouf

 

Le ragazze avevano il compito di sottolineare il forte legame con la natura delle due ultime passerelle: quelle dedicate alle collesioni di Said Mahrouf e Dennis Diem. Marocchino il primo, con collezioni già presenti ai magazzini Lafayette di Parigi e Casablanca, visionario e olandese il secondo.

Dennis Diem

Dennis Diem

Dennis Diem

Dennis Diem

Per entrambi la natura come fonte di ispirazione: la prima collezione richiama la rosa avalanche e viene declinata in abiti evocativi e delicatissimi dai tagli difficili ma perfetti. Il matching con le scarpe di Zerba Italia della talentuosa Norma de Robles è altrettanto perfetto.

La seconda collezione ci porta con sè nella giungla e nella savana dove donne dai conturbanti zoccoli da gazzella si mescolano a pericolose donne coccodrillo in una tensione forte e coinvolgente.

di Paola De Groot Testoni


Redazione