Zelda Kaplan. Una matriarca del fashion system

Zelda Kaplan illustrated by Johanna Walderdorff

La gran viveur Zelda Kaplan, nata il 20 giugno 1916 in Trenton, New Jersey, è stata una delle maggiori protagoniste del panorama artistico e della vita notturna di New York. Abituata fino agli ultimi giorni della sua vita a correre da un evento all’altro – facendo lo slalom tra le discoteche più in della Grande Mela – Zelda era una icona di stile ben riconoscibile.

La sua immagine e il suo senso della moda era ispirato al Continente nero, amava indossare abiti dalle tinte di grande personalità, spesso con stampe africane, portava grandi occhiali tondi e dei cappelli singolari, spesso cilindrici, che si sviluppavano verso l’alto. Lo stile sicuro e la grande personalità hanno fatto di lei l’esempio paradigmatico della socialite, ben oltre il concetto di fashion victim e di smodatezza legata alla sua abituale vita notturna. La sua era una espressione stilistica che andava anche nell’ottica di una modernizzazione del concetto di donna e indipendenza.

Le attività filantropiche che l’hanno vista protagonista fino a poco prima della sua scomparsa riguardavano il diritto delle donne, la lotta contro le mutilazione genitali femminili, la possibilità di accedere alle eredità, la lotta contro il controllo delle nascite e la libertà dei costumi sessuali.

Vi segnalo Her Name Is Zelda, documentario su Zelda Kaplan, diretto da Nicole Sampogna e Mona Eldaief, segue la trasformazione della fashion icon, dalla casalinga convenzionale a quella liberata fino al suo attuale ruolo di musa ispiratrice di un artista (Ms. Kaplan, ha posato per il fotografo Andres Serrano). Di sè stessa diceva ” Sono una persona curiosa. Voglio continuare a imparare finché non è finita. E quando è finita, è finita”.

L’ultimo momento della sua vita è l’emblema di ciò che era, una regina della passerella. Si spegne il 15 febbraio 2012 durante la New York fashion Week, nel corso della sfilata di Joanna Mastroianni al Lincoln Center di Manhattan.


Redazione