ALTAROMA ALTAMODA “Fashion Designer e New Fashion Designer” in Accademia Costume e Moda


 

Per l’edizione estiva di AltaRoma, l’Accademia di Costume e di Moda apre le sue porte sabato 7 luglio, dalle 16.30 sino alle 21.00, per presentare alla Stampa,  i progetti realizzati durante l’A.A. 2011-2012. L’albero della creatività ha le sue radici in Accademia e si ramifica all’esterno e generando i propri frutti: fashion designer e giovani stilisti ; Performance di contaminazioni arte moda; mostre fotografiche.

Per la sezione Fashion designer: Esposizione degli abiti ideati e creati da ex alunni dell’Accademia, attualmente stilisti professionisti e proprietari del proprio brand di moda: Aquilano Rimondi, Aroma 30, Bragia, Black Button, Chiara Baschieri, Gianni Sapone Couture, Hebe, Livia Risi, Marcomartinco, Requiem, Res Nullius, Retropose, Induere, Rossorame, Hevel+, 2B2G. I manichini di ARTE VETRINA ROMA vestiranno gli outfit delle loro collezioni, il cui allestimento è ideato e curato da Santo Costanzo, visual di Marco Sanna.

Aquilano Rimondi: dalla manifestazione del sogno, il sogno stesso diventa reale! Al centro di un universo immaginifico e futuribile, è una donna vestita di tela grezza bianca, pregiata, come la seta più ricercata. Il volume essenziale è studiato come le architetture stesse che la circondano. Ispirazione e risultato, la bellezza di una collezione basata sulla freschezza e sull’eleganza di una cultura incomparabile, prodotto italiano dal carattere internazionale e atemporale.

 

Aroma 30 (di Michela Fasanella): nasce dalla ricerca di influenze estremamente diverse e si sviluppa nella creazione di un’armonia tra i contrasti. L’austerità è ammorbidita in una dimensione di romanticismo,  il rigore è sdrammatizzato dalla casualità e dalla leggerezza, il minimalismo è affiancato al decorativismo nell’elaborazione di un linguaggio costruito su un riconoscibile equilibrio estetico.

Bragia ( di Alessandra Torella e Santo Costanzo): capi di un repertorio che vive di segni dati dal “costume” liberi dalla storia. Forme che si aprono su uno scenario urbano, carico di significati dati dall’economia dell’eccesso. Si celebrano forme e volumi in cui la Moda è parte integrante. I capi Bragia socializzano con il corpo rendendolo visibile, i colori che gravitano intorno al primo costruiscono l’immagine, mentre i tessuti, elaborati, strapazzati, tagliuzzati, tinti e ritinti, creano lo stile.

Black Button ( di Giorgia Fuzio, Marta Mattioli e Beatrice Armellini): Prendi tre amiche, mettile davanti ad una t-shirt, da loro un po’ di bianco e un po’ di nero ed un inesauribile scorta di fiocchi e bottoni. Il brand nasce nel 2010 dall’idea di creare qualcosa di semplice ma unico. Il punto di partenza è lo studio della t-shirt maschile, un cult che non passa mai di moda: un capo sempre più presente nel guardaroba femminile, modificato, attualizzato ed impreziosito dalle varie tendenze del momento.

Chiara Baschieri: Un mood ispirato all’essenza, ad una vocazione minimal che si concretizza in linee pulite e tagli decisi, enfatizzati da abbinamenti di tessuti a contrasto che creano equilibri geometrici, in alcuni tratti più rigorosi, in altri più morbidi. Un percorso volto alla ricerca di una moda moderna, sofisticata e portabile. Una femminilità che non ha bisogno di essere “urlata”, nasce dal lieve “sussurro” della sobrietà e del minimalismo attento ai dettagli.

Gianni Sapone Couture: stile eclettico, innovativo per creazioni eleganti che ricordano i disegni dei grandi maestri dell’haute couture. Lo stilista reggino Gianni Sapone stupisce con le sue collezioni, dedicate ad una donna che fa della raffinatezza, la sua arma vincente. La collezione autunno inverno 2012-2013 è ispirata al musical di Broadway “Il fantasma dell’opera”.

Hebe (di Federica Croce, Gea Antonini, Livia Colarieti e Laura Zama): tutto è lieve e leggero. Un sapore rétro appena accennato che incontra il desiderio di contemporaneo di stampe e colore. dettagli che diventano punto di partenza di linee composte, morbide e scivolate. buone maniere e ricercatezza stilistica creano una collezione dedicata all’essenza dell’abito romantico, con deciso gusto contemporaneo.

Hevel+( di Giuseppe Fanelli): Linee morbide, volumi decostruiti, tagli asimmetrici. Propone una collezione che vive con il corpo. I capi, volutamente incompiuti, come pezzi senza tempo, si adattano naturalmente a chi li indossa. HEVEL+ è un nuovo concetto di eleganza in cui essenzialità, versatilità e sartorialità diventano sinonimi.
 

Induere (di Sara Valente e Marta Lapalombella): Sintesi tra estro, design, funzionalità e ricerca di materiali pregiati ed innovativi, con l’intento di guardare l’accessorio come elemento di uno stile, ingranaggio di una serie d’immagini che danno vita ad una personalità, ad un modo di essere. Accessorio che veste una donna minimale, sensibile a varie forme creative di manifestazione estetica. Contaminazioni dalla cultura giapponese e richiami ad oggetti di design inseriti in un ambiente naturalistico in una combinazione di linee verticali lavorate a plissé su borse che cambiano forma e dimensione a seconda delle esigenze.

Livia Risi: Il Movimento è alla base delle sue creazioni. Dal Disegno aspetto il momento di avere l’Abito tra le Mani per Cominciare ad indossarlo ,girarlo, invertirlo e torcerlo così da capirne tutte le possibilità più nascoste! Lo chiamo Concetto Della Matrioska! La Passione per la Geometria e le linee semplici permettono molteplici cambiamenti di Forma e di Espressione. Predilezione per il Jersey,  anche per gli abiti da sposa.

Marcomartinco (di Maria Schiavoni e Marta Maietta): Il look nasce tra la collisione dei diversi punti di vista delle due stiliste, creando un sottile equilibrio tra glamour e discrezione, punk e romanticismo, rock e dolcezza ma anche una certa ricercatezza accoppiata ad una grande semplicità.

Requiem (di Raffaele Borriello e Julien Desselle): “Un libro di foto da cui traggo sempre ispirazione é Once Upon a Time” di Slim AAronss. Un estetica piuttosto Wasp, borghese dove i luoghi, spesso le piscine di grandi dimore o le tavole imbandite, fanno da sfondo a creature meravigliosamente eleganti. Contrasti di colori vivi, i suoi gialli si stagliano nei paesaggi di LA, Acapulco, Capri….Non inizio mai a disegnare senza immergermi in queste immagini. Per la collezione inverno, quindi questa attitudine couture si é tradotta nell’uso di materiali come il gazar di seta. Nel contrasto dei gialli e neri e nelle linee sofisticate e pulite degli abiti e dei cappotti super-slim.”(R. Borriello)

Res Nullius ( di Irene Tortora e Masashi Ono): il nulla inteso come niente uguale a prima. scomposizione dell’abito in un insieme di forme geometriche primarie che si compongono ogni volta in modo diverso, come un TANGRAM che genera disegna a seconda della disposizione dei pezzi. Mai lo stesso abito, mai la stessa immagine femminile. Res Nullius, dal latino “ cosa di nessuno”. L’abito è mio perché io l’ho progettato. E’ anche tuo perché lo interpreti, non è quindi né mio, né tuo: è di nessuno.

 Retropose (di Federica Cremisini e Giulia Mirarotonda): “il vero lusso che nessuno pensa più di offrirsi, è prendersi il proprio tempo”(P.Morand) .

Pause destinate a durare nel tempo… creature concettuali, forme definite da prospettive lineari e pulite, in uno studio attento di sfumature e spessori a contrasto. Dalla semplicità di un gesto creativo e manuale si delinea l’unicità e una femminilità sfuggente, dove l’oggetto materico diventa il punto di fuga e di rottura con ciò che lo circonda. Un continuo vagabondare fra storia e contemporaneità.

 Rossorame ( di Bruno Simeone e Daniele Del Genio):è una fusione armonica tra Haute couture, prêt-à-porter, che si traduce in abiti studiati, impreziositi da dettagli sofisticati e lavorazioni a mano per la sera. Stile riconoscibile attraverso i dettagli retro’, le lavorazioni artigianali, materiali di alta qualità, le strutture e i particolari ricercati.

2B2G (di Giada Gristina):  Nella borsa di una donna c’è un mondo: personale, intimo, fatto di effetti indispensabili e preziosi che solo le donne possono custodire nel loro formidabile gioco di equilibri quotidiani. La borsa come un elemento capace di adattarsi e trasformarsi in base alle esigenze, anche all’interno della stessa giornata. Strutturata, destrutturata, rigorosa, soffice, compatta e immensa allo stesso tempo ma sempre contemporanea e al passo con i tempi e con tutta la raffinatezza del “Made in Italy”.


Redazione