Anna Piaggi. Una firma originale e provocatoria

A qualche giorno dalla morte di Anna Piaggi, storica contributor di Vogue italia, mirabile giornalista di moda, musa di grandi stilisti e anticipatrice di tendenze, anche noi di DModa vogliamo ricordarla, tra le centinaia di testimonianze, di saluti, che in questi giorni hanno invaso la rete. Una tempesta di foto e parole ha inondato i social, ognuno – a modo suo – l’ha salutata con una foto, una dedica, una parola di stima ed elogio. E’ sempre strano quando un personaggio scompare, eccentrico od ordinario che esso sia, vedere una community intera (quella del popolo moda della rete) riconcorrersi l’un l’altro per partecipare al cordoglio della scomparsa. Così è stato per Zelda Kaplan, altra icone di stile, presenza fissa nei front-row delle sfilate, così per Francesco Cominelli,geniale fashion editor di Vogue scomparso prematuramente ad ottobre dello scorso anno.

Così Anna Piaggi, ottantunenne, tra le anticipatrici del mestiere di giornalista di moda, tra le prime ad occuparsi del fenomeno moda in Italia, con una attenzione verso il prodotto moda nel nostro paese, quando ancora il made in Italy non riconosceva la nostra nazionalità come valore aggiunto, è stata una dei punti di riferimento del fashion system nazionale. Giornalista di Arianna, partecipò al lancio di Vanity Fair e sulla fine degli anni ottanta divenne presenza fissa delle pagine di Vogue Italia, con le sue Doppie Pagine.

Fu una antipatrice del fenomeno vintage, collezionava abiti griffati usati, mescolandoli senza un apparente senso estetico, cedendo al fascino dell’istinto personale. Nell’86 lo stilista Karl Lagerfeld le dedicò un volume Anna-cronique, scritto a quattro mani con la stessa Piaggi. Di lei Lagerfeld scrisse “Anna inventa la moda. Nel vestirsi fa automaticamente quello che noi faremo domani”.

Anna Piaggi in un video da Videofashion Vault (1999)

In una delle sue pagine, una breve frase rivela la sua devozione all’inatteso, allo stupore infanttile generato dall’estro creativo. “Il non conformismo, la contraddizione della forma, una certaine ampleur e un’inaspettata “gonfleur” non fanno parte necessariamente della moda ufficiale, ma possono essere sorprese emotive, confronti inattesi. Intuizioni.”

Forse un invito a non fermarsi allo statico e monotono stile di vita generale che tende all’espressione di una individualità forzata, ma cercare nell’inatteso, nella personale intuizione, una singolare sorpresa inattesa.

Noi la vogliamo ricordare così.

Si è spenta il 7 agosto.

 


Redazione