Milano Fashion Week. La Sicilia è di moda, con Dolce & Gabbana

Il duo di stilisti alla riscoperta del folclore siciliano: perché la moda è cultura

I caratteristici carretti, bighe e quadriglie, profumo di zagara e di agrumi, la magia dei pupi siciliani: Dolce & Gabbana riscoprono l’immenso patrimonio culturale della Trinacria.

Hanno davvero portato il sole nella grigia Milano, con la loro collezione che riprende il filone siculo, lanciato dal duo di stilisti già alla fine degli anni Ottanta.

Celebri sono rimasti gli scatti di Ferdinando Scianna – anche lui siculo doc, nato a Bagheria – alla top model Marpessa Hennink, nel lontano 1987, o, ancora, lo spot del profumo Sicily, con una Monica Bellucci ancora agli esordi, fino all’ultimo spot, con la burrosa Laetitia Casta.

Quasi un marchio di fabbrica del duo di stilisti, l’isola si riconferma ancora una volta come una vera e propria miniera d’oro di idee e suggestioni; mai uguale a se stessa, ma sempre reinterpretata attraverso nuove chiavi di lettura, la Sicilia è il leitmotiv della collezione Dolce & Gabbana, anche per la P/E 2013.

Donne sensuali, corsetti e sottogonne, ma anche miniabiti marinière estremamente chic, per una raffinata turista perdutasi nei meravigliosi scorci dell’isola.

Corsetti e cerchi sottogonna, l’inedita marinaretta, e, must have immancabile del brand, ancora una volta il pizzo nero.

E’ una bella isolana, la loro donna, piena di carisma e mistero, pudica e sfrontata, forte del suo sex appeal mediterraneo.

Domenico Dolce, siculo doc, e Stefano Gabbana, milanese siculo d’adozione, rilanciano il sex appeal dei loro albori. Ambasciatori della bellezza mediterranea nel mondo, lungimiranti talent scout di volti come Monica Bellucci (celebre la campagna pubblicitaria del 1992, con un’altra ineguagliabile icona di bellezza qual è Isabella Rossellini), i due stilisti confermano un’ineguagliabile maestria nel vestire le curve della donna mediterranea, nonché la capacità di reinterpretare le loro ispirazioni in chiave sempre nuova.

Per gli amanti della bellezza mediterranea.

 

di Chiara Caputo


Redazione