Danza del ventre. Dal Medio Oriente i benefici di un’arte antica e sensuale

Mata Hari ne fu la principale esponente durante il secolo scorso, tanto da essere soprannominata “la danzatrice venuta dall’Oriente” per le sue esibizioni ricche di esotismo e sensualità che scandalizzarono Parigi e il mondo occidentale. Oggi, libera da pregiudizi, la Raqs Sharqi o ‘danza del ventre’  è una disciplina praticata in tutto il mondo, dalle proprietà benefiche conclamate. Non si tratta solo di una forma di esercizio in grado di tonificare e bruciare i grassi in eccesso, ma di un vero e proprio allenamento per corpo e mente. Oltre a migliorare l’agilità delle articolazioni e la postura influisce positivamente sul tono dell’umore. Ma a giovare dei benefici di questa pratica antichissima sono soprattutto le donne in dolce attesa.  Grazie ai movimenti ondulatori del bacino, la danza del ventre costituisce una vera e propria palestra per il pavimento pelvico , ovvero l’ insieme di muscoli e legamenti che sostengono gli organi interni – vescica e uretra, utero e intestino – messi a dura prova durante la gravidanza. Il peso dell’utero che grava sulla vescica, le alterazioni ormonali, il travaglio e una fase espulsiva particolarmente prolungata possono infatti determinarne il prolasso e quindi l’incontinenza urinaria.

Spesso però, il parto non fa altro che far emergere una situazione che era già al limite. Da una ricerca condotta da Lines Perla – noto brand che propone una linea di prodotti specifici per questo tipo di esigenze  -  emerge infatti che l’incontinenza urinaria è una condizione che coinvolge una donna su sei tra i 35 e i 70 anni e quasi la metà delle donne sopra i 65 anni.

È importante dunque non trascurare i muscoli pelvici ‘allenandoli’ con esercizi mirati. La danza del ventre, coinvolgendo il corpo in toto grazie ai suoi movimenti sinuosi e armoniosi, si pone come un utile strumento di prevenzione e riabilitazione consigliato da un numero sempre maggiore di medici e ginecologi.


Redazione