Norma Kamali. Il futuro è donna

Geniali invenzioni, estrema open-mindedness. Tributo a Norma Kamali, trendsetter ante litteram
di Chiara Caputo
Una carriera nata come illustratrice di moda. Diplomatasi presso il Fashion Institute of Technology di New York nel 1964, origini basche e libanesi, Norma Kamali è stata la prima in tutto: la prima a capire la portata della rivoluzione degli anni Sessanta, la prima a sperimentare nella moda -tante sono le sue invenzioni, dal tessuto del paracadute per gli abiti da sera al cappotto sacco a pelo, fino alla sneakers con tacco alto- la prima ad espandersi nei mercati orientali, la prima ad intuire le potenzialità offerte dalla tecnologia, usando video promo ed eBay. Celebri i suoi costumi da bagno super sexy, che contribuirono alla consacrazione di Farrah Fawcett: chi non ricorda la splendida Charlie’s Angel strizzata in un costume da bagno rosso fuoco? Audaci, le sue innovative creazioni, da vera trendsetter.
La designer, nata nel 1945, da sempre avanti in tutto, fu notata da Harper’s Bazaar già nel lontano 1967, quando, ancora illustratrice di moda, arrotondava lavorando per una compagnia aerea, e, appena poteva, fuggiva a Londra, immergendosi anima e corpo nell’atmosfera swinging, per poi aprire lì una sua prima, piccolissima, boutique. Poi, la svolta e l’apertura dei suoi negozi nella Grande Mela, e la consacrazione. Diana Ross, Cher e Bianca Jagger, le sue prime clienti.
Una donna che ha saputo gestire un impero senza mai cullarsi nelle sue -tante- vittorie, continuando a creare e sperimentare, collezionando un successo dietro l’altro. Progetti che eludono i confini del fashion biz, ampliandone gli orizzonti, in un inedito connubio di moda e design. Sempre in crescita, le sue linee, come OMO (On my own) o Kamali Culture, che nasce con l’intento di democratizzare le sue creazioni, dal momento che si tratta di pezzi al di sotto dei cento dollari.
La fashion designer continua a buttarsi in nuove imprese: Impegnata contro la mercificazione del corpo femminile, Norma Kamali ha recentemente preso parte ad Hey Baby, un’audioconferenza che la vede in prima linea a favore delle donne, dall’alto della sua esperienza come osservatrice, da oltre cinquant’anni, delle insicurezze femminili. Una donna libera, moderna, all’avanguardia.
Perché il futuro è donna.

Redazione