Italo contro l’usura: la storia di un uomo per bene

Non è coraggio se non hai paura. E di paura l’imprenditore Italo Santarelli ne aveva tanta, quando, vittima di una truffa e ormai caduto nelle mani degli usurai, si trova di fronte a un drammatico bivio: togliersi la vita o uscire allo scoperto. Su questa sua scelta e relative conseguenze è incentrato il cortometraggio Italo, che sarà proiettato sabato 26 gennaio alle 11 presso il Teatro San Genesio di Roma, per la regia del giovane regista emergente Raffaello Manco.

«Mi ricordo che dal ‘94 al ’96 centocinquanta persone si sono tolte la vita per usura. Ed io sarei stato uno in più», racconta Santarelli. La sua è la storia di un uomo comune che trova il coraggio di reagire, di denunciare la sua vicenda all’autorità giudiziaria e di non arrendersi nemmeno quando il suo caso cade in prescrizione. È a quel punto che decide di montare un gazebo a Latina, la sua città, di sfidare la vergogna di essere “uno in mano agli strozzini” e avvicinare così altri imprenditori e commercianti vittime di usura come lui. Insieme creano una rete che il 19 settembre 1994 porterà alla fondazione dell’A.I.R.P. onlus, l’Associazione Italiana Riabilitazione Protestati prevenzione fallimenti ed usura, tuttora in prima linea nella prevenzione di usura ed estorsione, tutela delle vittime, iniziative atte a contrastarne il fenomeno. Si stima infatti che in Italia siano circa 200mila i commercianti coinvolti in rapporti usurai e che, dal 2000 a oggi, gli “strozzini” siano cresciuti dalle 25mila alle 40mila unità:  la denuncia è l’unica arma possibile per bloccarne l’ulteriore crescita.

Il cortometraggio, realizzato con il patrocinio della Regione Lazio e di Roma Capitale, nonché con la mediapartnership di ItaliaMagazine, è liberamente tratto da “Il coraggio della paura”, il racconto autobiografico di Italo Santarelli.

Vanessa Cappella


Redazione DModa