AltaRoma PE 2013. Elogio al classico

L’alta moda capitolina si è chiusa nel segno della tradizione
Tempo di bilanci, a conclusione della fashion week romana. Nomi nuovi e nomi ormai storici, presenze fisse nel calendario della kermesse dell’haute couture capitolina. 
Un Guillermo Mariotto nostalgico firma una collezione particolarissima, che sfila nell’altrettanto suggestiva location del Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari dell’Eur. Una location che strizza l’occhio alle fashion victims di ogni età: ovunque è un tripudio di nomi eccellenti, dai cappellini di Elsa Schiaparelli alle creazioni delle firme più prestigiose della moda internazionale, esposte a deliziare gli ospiti della sfilata. La Sontuosità è sempre di casa, nella maison di madame Fernanda Gattinoni. Preziosi i lunghi abiti dalle nuance fluorescenti, dal blu al giallo canarino. Irrinunciabili gli splendidi cappelli.
Citazioni vagamente retro e coup de théâtre finale, di ispirazione boudoir con tocchi fetish, nella sublime provocazione del bikini paillettato con mantello e anello-bocchino, anni Trenta: una full immersion nella Belle Époque, rivisitata in chiave moderna, complice la sexy Lana del Rey in sottofondo. Completa il quadro l’arte orafa di FuturoRemoto.
Garbo ed eleganza sofisticata da Nino Lettieri. Un parterre d’eccezione per omaggiare il couturier partenopeo. Seguendo il filone anni Sessanta, già sperimentato con successo nella scorsa collezione, Lettieri unisce un tocco di esotico a sapienti tagli sartoriali. Una collezione che prende il nome dalla Monstera, pianta tropicale della foresta amazzonica. Cinquanta sfumature di giallo, che, con il nero, creano lunghi abiti di seta ed impalpabile georgette. Superbe le tute. Intarsi, gioielli e pochette che rimandano alla pianta. Etnico in chiave haute couture, per una ninfa  contemporanea.
Sfila nel segno del blu Balestra. Tra le note di Blue Velvet e Nel blu dipinto di blu in chiave rock, sfila una donna sofisticata ed estremamente classica. L’abito principe della collezione, con tripudio di piume azzurre, ci riporta al Balestra degli esordi.
Nuvole di tulle, lusso made in Libano e sex appeal per la donna sirena di Abed Mahfouz. Uno dei nomi più attesi a Roma, città che non smentisce la sua naturale predisposizione per un certo sfarzo. Splendidi i lunghi abiti a sirena, con intarsi di petali. Una palette cromatica audace, che non disdegna l’oro e il verde. Cascate di cristallo nei lunghi pepli, davvero magici.
La moda non smette di incantare Roma. Per dive contemporanee.
di  Chiara Caputo

Redazione