AltaRoma Room Service. A tu per tu con Ilenia Corti e Matteo Mena

Il nostro incontro di oggi è con Ilenia Corti, che, insieme a Matteo Mena, ha ideato e creato il brand di gioielli Vernissage, esposto a Room Service durante l’edizione di gennaio di AltaRoma AltaModa.

Come è iniziata la vostra carriera?

Ho ideato Vernissage con la collaborazione di Matteo Mena nel 2007. Lavoriamo tutti e due in diversi settori, collaboriamo per marchi diversi, ma entrambi come designer di calzature. Poi, complice l’attività dei miei genitori presso una compagnia che produce alta gioielleria dal 1969 (la Santagostino), abbiamo deciso  di continuare la nostra carriera di designer di accessori per realizzare una nostra linea di gioielli. Io e Matteo disegniamo e mio padre produce e realizza. Sono tutti pezzi unici.

Un pezzo della vostra linea che preferite?

La storia che preferiamo è quella delle tarme. Abbiamo deciso di utilizzare la tarma come animale proprio per valorizzare quest’insetto non molto gradito. Vogliamo valorizzare il suo lavoro “negativo” con la lana. Quando la tarma rovina un maglione, in realtà lei costruisce qualcosa, rendendo un capo un pezzo unico.

Quale materiale utilizzate di più?

Le nostre creazioni sono tutte d’argento in diversi colori e utilizziamo pietre preziosi, brillanti, rubini, smeraldi e smaltature a caldo. La nostra peculiarità, ciò che ci caratterizza è il fatto che abbiamo cercato di creare uno stile proponendo dei gioielli che non sono semplicemente oggetti da ostentare, ma sono oggetti da tramandare, con una storia e con un vissuto. Ogni collezione ha infatti sempre un tema di fondo e delle collaborazioni con artisti che propongono progetti, video e foto.

Tema dell’ultima collezione?

La linea si chiama Aurora Borealis e crea dei microcosmi ispirandosi ai paesi nordici. Sui gioielli sono infatti raffigurati i lupi, le casette, gli alberi, i colori dell’aurora, abbiamo voluto ricreare tutte queste miniature facendo diventare il gioiello un’opera d’arte.

a cura di Valentina Bello

photocredits: Eleonora D’Urbano


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