AltaRoma Room Service. A tu per tu con Ilaria Soncini e Giulia Mio

Per il nostro speciale “A tu per tu con…”, oggi incontriamo Ilaria Soncini e Giulia Mio, designer di Le Volte Cappelli. Le loro creazioni sono state esposte a Room Service in occasione dell’edizione dello scorso gennaio di AltaRoma AltaModa.

Come inizia la vostra carriera?

(Ilaria) Dopo una laurea all’Accademia di Brera ed una specializzazione in fashion design a Firenze, ho iniziato a lavorare come modista per lo spettacolo, in un atelier di haute couture.

(Giulia) Ho iniziato il mio percorso come costumista all’Accademia di Venezia  e poi all’Accademia di Brera, specializzandomi nella realizzazione di abiti storici e di copricapi per il teatro.

Come nasce il vostro progetto?

Il brand di cappelli Le Volte è nato dal desiderio di entrambe di realizzare cappelli di alta moda fondendo lo stile d’avanguardia di Berlino unito ad un gusto più retrò e classico, mixato con un pizzico di teatralità raffinata.

Come realizzate i vostri cappelli?

Ogni cappello è realizzato con materiale di altissima qualità e confezionato interamente a mano con una minuziosa attenzione per i dettagli. Tre sono le linee caratteristiche del brand: la prima, adatta a ogni esigenza stilistica, è dedicata a copricapi da cerimonia e da sposa ed è composta da piume, pizzi e paglie vintage, mixate a velette di seta e passamaneria; la seconda ha una direzione più commerciale e di uso quotidiano, senza però perdere le caratteristiche di qualità e di cura del particolare; la terza, ed ultima, è formata solo da pezzi unici limited edition, nati da una minuziosa ricerca di materiali vintage che compongono cappelli irripetibili realizzati con elementi preziosi che raccontano un mondo passato e molto spesso scomparso, rieditato in chiave moderna.

La particolarità delle vostre creazioni?

Ogni modello viene creato direttamente sulla testa della cliente che lo richiede, scegliendo tutti i materiali e le decorazioni per soddisfare ogni tipo di desiderio. Perché il cappello è come il punto alla fine di una frase.

a cura di Valentina Bello

photocredits: Eleonora D’Urbano


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