Parigi Fashion Week. Così il prêt-à-porter attinge ai cartoon

La donna del prossimo inverno sarà una continua sorpresa. Mai più “less is more”. Ora sono piume, proporzioni oversize, tartan e raso di seta, femminilità a tutto sprint. Un attimo raffinata e sofisticata signora bon ton, e, subito dopo, buffa protagonista di fumetti, la stagione autunno/inverno del prossimo anno ci sorprende. Colori pastello si alternano a colori glossy, fluo, vivaci sovrapposizioni di tartan e pois, pied de poule e righe.

Piena di eccessi, teatrale, la sfilata di Comme des Garçons. Volumi esasperati, righe e volants costruiti su giacche e pantaloni, Rei Kawakubo non ha paura di osare, e si sbizzarrisce con geometrie ardite. Quasi un cartoon, i suoi completi in pied de poule richiamano un’eleganza alla Charlot, tutto il sogno e il gioco della moda, con un tocco retro e tanta, tanta ironia.

Giambattista Valli mixa piumini e cappotti a capi da sirena metropolitana, sete e tessuti preziosi, riuscendo nell’arduo tentativo di riportare in auge un nuovo animalier. Una donna iper femminile, fiera della sua eleganza, nei mini pepli rosa pallido o nei lunghi abiti sfarzosi.

Carven fa sfilare un bon ton in chiave oversize, nei deliziosi cappottini rosa baby, in una collezione semplice ma spesso buffa, ironica e provocatoria. Un mood giocoso e anche qui autoironico, per Guillaume  Henry.

Da Céline sfila una femminilità antica, classica eppure terribilmente attuale. Scollature a barca, tanta delicatezza nel panno di lana e nei deliziosi fiocchi costruiti come nuova cintura. Sovrapposizioni in tartan completano un mood dolce e delicato.

Una donna classica, con pezzi sparkling e lunghi abiti con coda, per Albino.

Tanta grinta sulla passerella di Vionnet. Il celebre marchio anni Trenta, recentemente riportato in auge da Marzotto, si dimostra ancora una volta capace di proporre una femminilità moderna, ma dall’eleganza senza tempo. Nero protagonista, con risvolti colorati, per una biker che non rinuncia  ad essere sofisticata. Spalline importanti, e, ancora una volta, lunghi pepli da dea contemporanea. E se Goga Ashkenazi, imprenditrice e socialite kazaka, dallo scorso novembre boss della maison, può non piacere, certamente la maison comincia a rispecchiare tutta la grinta che ha caratterizzato l’incredibile ascesa sociale di questa giovane donna.

Una dark lady buffa ed ironica, Miu Miu, che, con fazzoletto al collo e suggestioni marinare, ricorda la celebre Olivia, allampanata fidanzata di Popeye. Il total look nero si alterna a deliziosi completi a pois in colori sgargianti. Un cartoon vivente, ma molto sexy e femminile. Una collezione dal gusto finemente vintage.

Marc Jacobs per Louis Vuitton incanta e convince. Il celebre marchio francese ci riporta in un’atmosfera anni Quaranta: suggestioni boudoir nelle vestaglie a kimono, nel raso di seta, indiscusso protagonista della sfilata, e nelle borse in pelo. Capelli alla maschietta, reggiseno in vista, questa donna ci ricorda la sensuale Valentina Crepax, quasi una geisha. Una collezione che profuma di cipria, di una femminilità audace e delicata, di stanze d’albergo, lenzuola sfatte e un’incredibile sensualità.

Raf Simons per Christian Dior cede alle suggestioni artistiche, dal Surrealismo alla Pop Art. Le  decorazioni surrealiste, le cromie e le ispirazioni tratte da Andy Wahrol si uniscono ai tagli sartoriali di certi cappotti e mantelle, più fedeli alla storica tradizione della maison.

Full immersion nel Sol Levante da Dries Van Noten. Giacche dal taglio a kimono, minimalismo si alterna ad esplosioni di colore fluo. Quasi degli origami, le decorazioni floreali, che lasciano il posto a scenografici e voluminosi capi oversize, con tante piume.

Una stagione decisamente schizofrenica, che, se da un lato privilegia il rigore più eccessivo, dall’altra parte non rinuncia agli eccessi. Perché la moda è, prima di tutto, un gioco.

Chiara Caputo


Redazione DModa