Parigi Fashion Week. Una femminilità innocente, eterea e puritana per l’A/I 2013

Dimenticate lustrini e paillettes. il prossimo autunno/inverno si profila come il più austero e monacale degli ultimi anni. Più che nel Terzo Millennio, sembrerà di essere in piena atmosfera puritana. Ovunque è un ritorno in auge del colletto, di merletti, lunghe tuniche e tanto, tanto nero. A metà tra un look gotico e virginale, la donna di moltissimi nomi che hanno sfilato nella fashion week parigina è una figura onirica, monacale ed austera. Inquietante, come per Gareth Pugh, oppure eterea, ancella immacolata, come per Valentino, si impone un’unica tendenza: è tempo di dire addio ad un certo sex appeal esibito, alle curve in evidenza, ad una femminilità sovraesposta, aggressiva. Ora è un ritorno all’età dell’innocenza, ad una donna virginea, accogliente e pura, quasi una madonna. La donna riscopre ora un nuovo codice di modestia, quasi calvinista, nel coprirsi. Mai mortificazione, ma ritorno alla vera eleganza, sofisticata e nobile.

Ancora una volta altamente scenografica, la sfilata di Gareth Pugh declina questo nuovo trend in chiave gotica, onirica. Il giovane talento inglese ipnotizza con le lunghe gonne e le mantelle gotiche. Esangue, la sua donna è quasi un’apparizione inquietante, onirica. Inquietante, dai tagli dei capi ai volti delle pallidissime modelle, la  collezione è molto coerente con lo stile e la personalità del designer. Il Black and white domina incontrastato.

Mood corsaro e piratesco per la donna di Ann Demeulemeester. Elementi anche qui gotici ma anche suggestioni gipsy, nelle bombette con piume, negli stivali stringati da cavallerizza, nelle camicie vittoriane con ruches. Grandi protagoniste nella sfilata della Regina di Anversa, le piume, anche su lunghi mantelli.

Barbara Casasola, giovanissima designer brasiliana, classe 1984, talento già notato durante WION, resta fedele al suo stile, personalissimo ed originale. Lunghi abiti in seta plissettata, con righe e bicromie. Il fascino del vedo/non vedo, il ritorno ad una femminilità discreta, un sex appeal sottile e non urlato. Georgette e crepe di seta per lunghe tonache immacolate, con una palette cromatica delicata. Monacale, ma con stile.

Si è aperta l’era di un minimalismo asciutto e rigoroso da Balenciaga, sotto la stella di Alexander Wang. All’insegna del black & white, la collezione per il prossimo autunno/inverno vede cappottini  a uovo, candide camicie bianche con cinture forti, quasi armature, e lunghi abiti neri, asciutti e irrimediabilmente minimal. Tutto il rigore dei tagli sartoriali e della personalità del designer.

Da dieci e lode, la collezione di Valentino. Virginale, nelle lunghe trecce e nei colletti candidi ricamati, la collezione di Maria Grazia Chiuri e Pier Paolo Piccioli vuol essere un tributo, neanche tanto velato, alla pittura fiamminga, ai fiori di certe ceramiche e alla delicatezza delle giovani innocenti muse di pittori come Vermeer.

Un romantico cerchietto tra i capelli, tonache semplici ed essenziali, tanto nero, il blu, che ricorda l’atmosfera di certi centri mercantili seicenteschi. La sensualità di questa giovane donna appare incontenibile, l’ancella diviene suo malgrado tentatrice, quasi una Lolita inconsapevole, e, per questo, più autentica.Rivoluzionario, il famigerato rosso Valentino si fa ora scarlatto, cedendo alla tentazione del mood puritano.

Ne esce una donna nuova, più sicura di sè, ormai liberatasi dalla schiavitù di dover apparire, di doversi ad ogni costo mostrare. Basta curve esibite, la vera eleganza è lasciare indovinare, per un  nuovo gioco della seduzione, o solo per la gioia di riscoprire, al contrario, un nuovo femminismo.

Perché oltre alle gambe c’è molto, molto di più.

Chiara Caputo


Redazione DModa