Who’s on next? Il surrealismo chic di Coliàc by Martina Grasselli – Intervista

martinaTanta gavetta alle spalle, classe innata e una personalità unica. Ecco Coliàc by Martina Grasselli
A volte capita di finire un’intervista ad un designer con il sentore di essere davanti ad una promessa della moda. È il caso di Martina Grasselli. Finalista di WION, troviamo nei suoi bijoux  molta ironia, elementi surrealisti, una spiccata contemporaneità ed un’allure sofisticata. L’uso di materiali diversi mixati insieme unito ad un tocco eccentrico danno vita a Coliàc.
Dal cognome della nonna, la signora Adelaide Coliàc, nobildonna pugliese di origini francesi, grande collezionista di bijoux antichi, che ha tramandato alla nipote il gusto per il bello, perché solo un tocco blasonato poteva spiegare la classe innata di questa designer. Appena trentaduenne, vanta un curriculum da far impallidire: una formazione estremamente variegata, a partire dagli studi in Architettura ed Interior Design, a Reggio Emilia, sua città natale.
Poi, studi  al NABA di Milano, e la frequentazione della prestigiosa scuola di moda  ”Duperré” a Parigi. Dopo collaborazioni con nomi illustri, del calibro di  Stella McCartney, Angelo Figus, Breil Milano, Jean Paul Gaultier e Christian Louboutin, Martina lavora attualmente presso l’Università di Venezia e a Milano, dove, nel 2000, ha anche co-fondato il brand S.M.og, una collezione di complementi d’arredo.
Nel 2009 è stata la volta di Coliàc, collezione di accessori e gioielli caratterizzati dalla scelta dei materiali, sapientemente mixati, e da un tocco retro e surrealista. La giovane finalista di WION comparirà anche nella guida Vogue Talents, inclusa nel numero di settembre di Vogue Italia. 
Conosciamo meglio Martina.
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Da dove nascono le ispirazioni che stanno alla base delle tue collezioni
L’ispirazione nasce sempre dall’arte. Sono affascinata da diverse correnti artistiche: adoro il periodo Decò, sia nell’arte che nell’arredamento, sono attratta anche dalle geometrie di Malevich e del Costruttivismo russo,  dai lavori del Bauhaus, le ricerche grafiche di Sonia Delaunay, i colori primari… Il momento in cui mi concentro di più è la ricerca del tema, e solo quando sento il colpo di fulmine comincio ad immergermi nei libri, nelle fotografie, nella ricerca di oggetti. Elaborato il concetto iniziale, parto con la ricerca di forme e colori. Scrivo e disegno, poi passo tutto alle aziende e agli artigiani che mi seguono, cercando di trasmettere anche a loro il mood in cui sono immersa. Loro hanno imparato a tradurre in modo molto intelligente i miei input, e questo rende molto efficace lo sviluppo dei prototipi.

 

Le tue collezioni vedono un sapiente gusto per la sperimentazione, attraverso l’uso di diversi materiali. Quanto conta, per te, saper osare nel design? 
Beh, ovviamente conta molto….più che saper osare, comunque,  per me conta soprattutto cercare di essere fedeli a se stessi e alla propria visione del gusto e della bellezza, a prescindere dal quel che richiede il mercato…questo per me vuol dire osare.

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Le tue creazioni sono caratterizzate da un tocco surrealista, estremamente chic, e da tanta ironia. A che donna ti ispiri? Hai un’icona di riferimento? 
Non ho un’icona precisa, l’elenco sarebbe infinito sia per quelle di ieri che di oggi. Sono legata ad alcuni periodi storici e alle relative donne che, con il loro lavoro, le loro scelte, la loro forza, hanno lasciato un segno fino a renderle icone riconosciute anche nel nostro tempo. Il mio lavoro in genere è rivolto a questo genere di donne, dal carattere forte, estroverse ed eclettiche o spesso naïf come me, amanti dei decori, e che giocano ad  adornarsi comunicando i loro stati d’animo. Alcuni nomi di donne con molto stile, secondo me, sono Tilda Swinton, Chloè Sevigny, Zelda Kaplan, Frida Khalo e Diane Vreeland.

 

A breve il lancio di una nuova linea di scarpe. Per la stagione A/I  2013-’14, le tanto attese ColiacShoes. Cosa dovremo aspettarci? Quale sarà il mood della collezione? 
Ho avuto la fortuna di cominciare a confrontarmi con il mondo della calzatura già durante il lavoro da Stella Mc Cartney e, in seguito, attraverso un’esperienza molto stimolante di collaborazione con Angelo Figus.  Tutto questo mi  ha dato l’input per far nascere il progetto di una calzatura firmata Coliac. Sono scarpe-gioiello, derby femminili caratterizzate da dettagli metallici e decorativi che le rendono molto forti e riconoscibili….Le scarpe Coliac sono versatili quanto ricercate. Si indossano “all day long”, dalla mattina, con jeans e t-shirt, alla sera, con pantalone a vita alta e blazer. Stanno piacendo molto e ne sono contenta, le avevo in testa da un po’…finalmente mi sono decisa a farle.
di Chiara Caputo

Redazione