FASHION SAINTS, PREGATE PER NOI

Mistificare la moda: in molti lo fanno.  Pensare che i big del fashion system siano in odore di santità, che il grande marasma del glamour più che un circo mediatico sia una vera e propria chiesa. Inginocchiarsi al cospetto di sua santità Anna, la fashion editor originale, che infiniti lutti addusse ai plebei della moda.

franca-sozzani OMNIUM SANCTORUM MOS Un meccanismo ben oleato, con la sua rigida gerarchia, che nessuno oserebbe mai sovvertire. Adepti si muovono su scene di isteria all’uscita delle sfilate (milanesi), le voguistas si mettono in posa plastica che sia estate o inverno, con i frech bulldog come borsette. Fashion bloggers più o meno famose vengono rincorse dai fotografi a caccia di un’istantanea che colga il look del momento: il mantra è carpe diem, perché tra cinque minuti saranno irriconoscibilmente vestite in un altro modo per la sfilata successiva.

Un’unica religione politeista, che obbedisce ai dettami di un testo sacro, Vogue (America), e, tra le altre divinità, crede nella parola serrata e mai scomposta di Anna. La chiesa della moda ha operato lo scisma da quella ufficiale delle arti applicati ormai da qualche anno, quando un ristrettissimo gruppo di elette si è messo in fila all’uscita della sfilata di Moschino o Dolce&Gabbana e ha deciso che avrebbe appeso sulla porta del duomo di Milano le 95 tesi della moda. La riforma a quel punto è irreversibile: a metà tra circo, setta e realtà le cose vanno sempre peggiorando, in un mix di kitsch e pose plastiche.

Tutto questo deve aver ispirato Vito Montedoro per le sue illustrazioni “Omnium sanctorum mos”“Tutti i Santi della Moda”. Nato a Bari, classe 1977, Vito è illustratore, fotografo, artista, fondatore e creative director di FashionLiquid Blog, uno sguardo contemporaneo sull’attualità del costume e delle tendenze. Il concept è semplice: il Sacro da sempre è parte integrante delle nostre vite; siamo noi credenti o meno, i nostri occhi ogni giorno fanno grandi scorpacciate di Santi, madonne, oggetti di culto. Queste illustrazioni ritraggono i big del sistema moda, nomi mastodontici che grazie alla loro influenza sono investiti di un potere temporale illimitato.

Chi sono dunque i nomi della Chiesa dei santi della moda?

Anna Wintour, editor in chief di Vogue America, reparto miracoli: opera solo dietro laute offerte votive, ha un occhio di riguardo per i designers americani. La sua parola è tramandata incessantemente dal 1988, anno della fumata bianca a New York.

Annawintour OMNIUM SANCTORUM MOS

Franca Sozzani, editor in chief di Vogue Italia, reparto miracoli atto secondo: opera tramite visioni, distaccandosi dalla dottrina ortodossa del comparto americano; riesce a personalizzare il giornale con un tocco di sana contemporaneità. Il suo sodalizio esclusivo e blindato col fotografo Steven Meisel è indice di un’incrollabile vocazione all’immutevolezza nel lavoro.

Grace Coddington, creative director di Vogue America, reparto stile: la stylist numero zero, ex modella, ex photo editor per British Vogue, oggi è seconda solo ad Anna Wintour. Un occhio allenato e sempre famelico, vi proteggerà dalle epidemie di pessimo gusto di cui ciclicamente sarete vittime.

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Anna Dello Russo, editor-at-large and creative consultant Vogue Giappone, stylist, santa patrona delle PR. Uno stile eccessivo, provocatorio, che spesso rompe il comune senso della decenza. Ma, essendo il gusto un’opinione personale e il limite tra osceno ed eccelso cosa soggettiva, si fa interprete dello spirito della chiesa della moda, curandone le pubbliche relazioni, evangelizzando i popoli e sensibilizzando alla causa.

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Diane Pernet, protettrice del talento. Perché, checché se ne dica, il talento c’è, anche se troppe volte è nascosto sotto cumuli di chiffon e calza scarpe troppo, troppo alte. Fotografa, giornalista, blogger, talent scout: una vita spesa per l’arte e la moda. Una carriera volta alla valorizzazione del talento altrui. Appare ai fedeli una volta l’anno nella cornice dell’ASVOFF (A Shaded View on Fashion Film), il primo festival annuale al mondo ad occuparsi di cortometraggi di moda. Comunica con gli adepti tramite le pagine del suo autorevole blog, ASVOF (A Shaded View on Fashion).

karl OMNIUM SANCTORUM MOS santi mos vito montedoro

San Karl e santi Dolce&Gabbana. I designers, gli intercessori, i mediatori, quelli che fanno da tramite tra i Santi e gli adepti. Operano in passerella, dove mettono in scena la rappresentazione della parola della moda. Stagione dopo stagione, il proselitismo cresce.

Sono loro i magnifici sette, i santi della moda, le divinità del glamour. Essi non conoscono crisi o calo di popolarità. Offrono un riparo dalle ingiustizie del mondo, chiedendo in cambio solo la più totale delle dedizioni. Perché, in fondo, tutti nella vita abbiamo bisogno di qualcosa in cui credere.

di Andrea Pesaola


Redazione