Kering e D.i.re. uniti per un progetto pilota con Gucci contro la violenza sulle donne

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imm2Un’alleanza a favore delle donne quella tra la Fondazione Kering e l’associazione Donne in Rete contro la violenza (D.i.Re) che il 14 novembre si sono dati appuntamento presso la sala Bracco del Circolo della Stampa a Milano per firmare la Carta sulla prevenzione e la lotta contro le violenze sulle donne in Italia. Il tema, che viene ricordato il 25 novembre con una giornata mondiale, purtroppo, è attuale più che mai.
«Una nuova partnership che vi sorprenderà con “l’estensione del dominio della lotta”. Una espressione che può apparire marziale, guerriera, di Houellebecq, ma si tratta di lottare contro la violenza sulle donne». E’ così che il presidente di Kering Group, François Henri Pinault, ha presentato l’impegno del colosso del lusso e di Gucci, uno dei brand in portafoglio, contro le violenze domestiche. La maison toscana, già impegnata in prima linea a favore di donne e bambini con l’iniziativa charity Chime for Change, sarà capofila del progetto in Italia. I dipendenti individuati come “ambasciatori” all’interno del gruppo saranno formati per essere in grado, di fronte a una situazione di violenza domestica, di sollecitare le persone coinvolte a contattare i centri antiviolenza italiani associati a D.i.re.

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Si tratta di un programma pilota: da maggio 2013 sono stati già effettuati 4 corsi di sensibilizzazione a Firenze, Milano, Roma con 85 dipendenti coinvolti. Si comincia con Gucci che conta 1800 dipendenti donne in Italia su un complessivo di 3000 dipendenti, come ha spiegato Frida Giannini, direttore creativo della griffe, con la speranza che possa essere di ispirazione per le altre aziende. Kering sta già pensando di espandere queste iniziative a livello nazionale dove la Carta, che secondo il presidente di D.i.re. Titti Carrano rappresenta uno strumento per contrastare “un fenomeno ancora in gran parte sommerso”, sarà condivisa da più di 6.000 dipendenti, grazie al coinvolgimento di altri marchi del gruppo del lusso.

Mara Franzese


Redazione DModa